Berlusconi ha avuto un impatto positivo sulla politica italiana

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

Silvio Berlusconi è tra i personaggi pubblici più discussi in Italia. Nato a Milano nel 1936, inizia la sua scalata sociale come imprenditore immobiliare. In seguito allarga i suoi investimenti al mondo della televisione, acquistando le tre reti Mediaset. Gli altri settori a cui si dedica sono l’editoria, il calcio e la grande distribuzione. Il 26 gennaio 1994, con un messaggio televisivo, annuncia la sua “discesa in campo” in politica e la nascita di Forza Italia. Il progetto è quello di riunire il centrodestra e attirare i voti di un elettorato rimasto senza giuda, dopo Tangentopoli e il dissolvimento dei partiti, primo fra tutti la Democrazia Cristiana. I governi formati da Berlusconi saranno in totale quattro. Del suo operato da presidente del Consiglio sono criticate principalmente le cosiddette leggi ad personam. I detrattori, inoltre, lo accusano di essere un pluripregiudicato, con procedimenti penali in corso. Le accuse più gravi riguardano i presunti rapporti, a partire dalla metà degli anni Settanta, con Cosa Nostra. Le intercettazioni del boss Giuseppe Graviano del 2017 parlano di un coinvolgimento, come mandante, nelle stragi del 1992-1993. Per i sostenitori, invece, Berlusconi sarebbe vittima di una persecuzione giudiziaria, iniziata con il suo impegno politico, che ha l’obiettivo di estrometterlo dalla vita politica. Inoltre, è il capo di governo che più ha combattuto le organizzazioni criminali e, proprio per questo, i mafiosi ne infangano la figura.

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Berlusconi al governo ha portato a termine importanti riforme e non leggi ad personam

FAVOREVOLE

I sostenitori dell’operato di Silvio Berlusconi al governo ritengono che le accuse del centrosinistra e di parte dell’opinione pubblica circa le presunte “leggi ad personam” siano ingiustificate. Per il giornalista Fabrizio De Feo, Berlusconi lungi dall’aver agito per fini personali, ha dato luogo a riforme di cruciale importanza, che hanno inciso e continuano a incidere sulla nostra quotidianità. Dello stesso parere Renato Brunetta di Forza Italia, secondo il quale è in atto un processo di infangamento della figura di Berlusconi. Per il politico, con Berlusconi la disoccupazione era ai minimi, il debito pubblico sotto controllo e si è andati avanti con le riforme, portandone a compimento più di 40.

CONTRARIO

Uno dei temi sul quale insistono i detrattori politici di Silvio Berlusconi è quello delle cosiddette “leggi ad personam” che il Cavaliere avrebbe avallato per scopi puramente personali. Il giornalista Stefano Corradino su “Il Fatto Quotidiano” fa un elenco cronologico delle leggi-vergogna dei governi Berlusconi, partendo dal Decreto Biondi del 1994, fino al legittimo impedimento e al processo breve del 2011. Marco Travaglio entra più nello specifico, con la pubblicazione, nel 2010, del libro Ad Personam. Per Travaglio le leggi ad personam fatte dai vari governi della Seconda Repubblica sono 105, delle quali 38 ad hoc per Berlusconi. Il partito Italia dei Valori si è più volte concentrato sull’attività legislativa di Forza Italia, fino alla presentazione, il 25 aprile 2011, del dossier Quanto ci sono costate le leggi ad personam. Anche Rodolfo Sabelli, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati dal 2012 al 2016, ha fortemente criticato l’operato dei governi di centrodestra.

 
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Berlusconi, Dell’Utri e i rapporti con la mafia

FAVOREVOLE

Per gli esponenti di Forza Italia e, in generale, per i sostenitori di Silvio Berlusconi, è in atto una persecuzione giudiziaria, il cui inizio coincide con la “discesa in campo” nella politica del Cavaliere. La tesi è sostenuta da Renato Brunetta, deputato Forza Italia, che la ripropone dopo la sentenza per il processo Mediaset. Lo stesso fa Angelino Alfano su “La7”, durante una puntata del programma “Otto e mezzo”. In merito alle accuse di collusione con la mafia siciliana, negli anni si sono alzate più voci in difesa di Berlusconi. Paolo Bonaiuti, esponente di Forza Italia e portavoce di Berlusconi, crede che le accuse di Spatuzza e di altri pentiti siano false e appositamente create per bloccare la tenace azione di contrasto alle organizzazioni criminali dei governi di centrodestra. Sulle intercettazioni ambientali del boss Giuseppe Gravina, che indicano Berlusconi come mandante delle stragi del 1993, interviene l’avvocato Niccolò Ghedini, che parla di frasi estrapolate e mal interpretate e di congiura contro Berlusconi.

CONTRARIO

Silvio Berlusconi è accusato dai suoi detrattori di collusioni con ambienti mafiosi siciliani. Dell’Utri, condannato a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa e indagato nel processo Stato-Mafia, sarebbe stato da sempre il punto di incontro tra il Cavaliere e Cosa Nostra. Questa è anche la tesi dei giudici della Corte di Appello di Palermo che, in un documento di 477 pagine, raccontano l’incontro sospetto organizzato da Marcello Dell’Utri e il mafioso Gaetano Cinà, al quale avrebbero partecipato Stefano Bontade, Mimmo Teresi, Francesco Di Carlo e Silvio Berlusconi. Tra il marzo 2016 e l’aprile 2017, vengono intercettate, nel carcere di Ascoli, conversazioni tra il boss Giuseppe Graviano e alcuni detenuti. Graviano sostiene che Berlusconi sia il mandante delle stragi del 1993. Peter Gomez, co-fondatore de “Il Fatto Quotidiano” ha ricostruito i rapporti tra i Graviano e il gruppo Berlusconi, sostenendo la necessità di iscrivere Dell’Utri e Berlusconi nel registro degli indagati per le stragi, a seguito delle intercettazioni ambientali.

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