I musulmani sono le prime e autentiche vittime del radicalismo islamico secondo due differenti aspetti: da un punto di vista dell'immagine offerta dall'Islam agli occhi del mondo, e da un punto di vista bellico quantificabile in perdite di vite umane. Se da un lato la stragrande maggioranza delle vittime degli attacchi terroristici e delle offensive militari dei gruppi salafiti, come Boko Haram in Nigeria e soprattutto Isis nel Nord dell'Iraq, sono proprio i musulmani moderati che risiedono in Medio Oriente, da un punto di vista mediatico si rischia di far ricadere tutti i musulmani sotto la categoria dell'Islam radicale dei gruppi più estremisti, dimenticandone e negandone la condizione di vittime. I musulmani possono essere considerati vittime del radicalismo anche per un terzo motivo più psicologico: la loro rabbia verso l'Occidente e la loro disperazione per le condizioni economiche in cui versano sono sapientemente sfruttate e manovrate da capi carismatici che utilizzano la religione per imporsi.