Tetto al contante

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

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Con la legge di Bilancio 2020, e in particolare con il Decreto Fiscale 2020, del secondo governo Conte si torna a intervenire sul limite del contante che, dopo l’innalzamento della soglia a 3000 euro voluto dal governo presieduto da Matteo Renzi con la Legge di Stabilità 2016, viene nuovamente abbassata a 1000 euro, come prevedeva il precedente Decreto “Salva Italia”, introdotto dal governo Monti nel 2011.
Rispetto al passato, per l’abbassamento della soglia d’utilizzo del contante è prevista una gradualità: dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 si passerà da 3000 a 2000 euro; dal 1° gennaio 2022 la soglia massima per i pagamenti in contante sarà definitivamente portata a 1000 euro. Il Decreto Fiscale 2020 prevede, inoltre, alcune agevolazioni e bonus per chi effettua pagamenti con carte di credito o bancomat in particolari settori maggiormente interessati dal fenomeno dell’evasione, come ristoranti, parrucchieri, manutenzione domestica.
Come già per i precedenti interventi, fa discutere il provvedimento che modifica la disciplina sulla circolazione del contante, con lo scopo dichiarato di contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale e far emergere l’economia sommersa. Il dibattito vede contrapposti due fronti: da un lato, coloro i quali ritengono che tali limitazioni siano utili e necessarie in un’ottica anti-evasione, dall’altro, chi ritiene che non vi sia una palese correlazione tra uso del contante ed evasione fiscale. C’è un maggiore accordo, invece, per quanto riguarda l’introduzione di sistemi volti a incentivare i pagamenti elettronici.

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BITCOIN

 
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Il governo Conte II e il nuovo limite all’uso del contante

FAVOREVOLE

Secondo il premier Giuseppe Conte, il cuore della Legge di Bilancio 2020 sta negli incentivi all’utilizzo dei pagamenti elettronici, e non intende criminalizzare alcune categorie, con grande beneficio per la lotta all’evasione fiscale.
Alcuni studi hanno, infatti, provato la correlazione tra aumento dei pagamenti elettronici e diminuzione del sommerso.
La riduzione del contante, oltre a contrastare l’evasione fiscale, è utile nella lotta alla corruzione, al lavoro nero, all’economia sommersa e, più in generale, a tutte le attività illegali.

CONTRARIO

La limitazione del contante contribuisce in misura minima al contrasto delle frodi fiscali, al finanziamento del terrorismo e rischia di avere un impatto negativo sul mercato interno. È quanto emerge da uno studio promosso dalla Commissione europea, pubblicato nel 2018.
I limiti all’utilizzo del contante – con soglie e modalità differenti – è presente in Italia sin dal 1991, ma non sembra aver giovano alla lotta all’evasione.
Più utili risultano gli incentivi a sistemi di pagamento diversi dal contante, che creano una sorta di “conflitto d’interesse” tra venditore e acquirente.

 

Inoltre, pensare a un’economia senza contante è tecnicamente impossibile: è possibile limitarlo, ma non eliminarlo.

 
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Il tetto al contante uccide il mercato

FAVOREVOLE

C’è chi di fronte alla scelta governativa (appoggiata dal Senato) di innalzare la soglia di utilizzo del denaro contante ha scritto: “I dati sui cambiamenti nelle abitudini di pagamento delle famiglie italiane indicano che il tetto al contante è una misura inutile” (Francesco Lippi, professore di economia, Il tetto al contante: tanto rumore per nulla, lavoce.info, 5 Dicembre 2015). Dunque, la permanenza della norma sulla circolazione del contante non comporta nessun effetto positivo sulla crescita dei consumi.

CONTRARIO

Nelle intenzioni del governo il provvedimento sulla circolazione del contante assolve all’ “esigenza di garantire una maggiore fluidità nelle transazioni effettuate quotidianamente per il soddisfacimento di bisogni di stretto consumo” (art. 46, disegno di legge n. 2111 del 2015). Ne è convinto anche il presidente dei deputati di Area popolare (Ncd-Udc) alla Camera, Maurizio Lupi, che, in un nota del 13 ottobre 2015, afferma: “Questa è una misura che riteniamo fondamentale per contribuire a incentivare i consumi e favorire così la crescita e la ripresa, e che conferma inoltre la nostra attenzione verso cittadini e commercianti”.

 
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L’innalzamento del limite all’uso del contante è un regalo agli evasori fiscali

FAVOREVOLE

L’accusa mossa al governo dalla parte contraria all’inserimento nella Legge di Stabilità della norma sulla circolazione del contante è quella di frenare la lotta all’evasione fiscale, rendendo meno tracciabili i pagamenti. Gli oppositori sostengono che i tremila euro non servono a riempire il carrello della spesa, ma piuttosto agevolano le operazioni non controllabili dagli organi preposti.
L’equivalenza è che chi utilizza in via principale contante ha una condotta non trasparente per via di qualcosa da nascondere.
Nella petizione Renzi non farlo: la soglia di 3.000 euro per l’uso del contante è un regalo agli evasori, promossa dalle associazioni Libera e Gruppo Abele sul portale anticorruzione “riparte il futuro”, è riassunto il timore verso nuove forme di economia sommersa. Le associazioni scrivono: “Portare l’uso del contante a 3.000 euro è un errore, perché non farà aumentare i consumi e renderà invece più semplice mettere in circolazione denaro proveniente dall’economia sommersa, dando un segnale di cedimento di fronte all’enorme problema dell’evasione fiscale. Quando mai la gente comune va al mercato con 3.000 euro in tasca?”

CONTRARIO

In risposta alle critiche mosse dagli oppositori dell’innalzamento del limite all’utilizzo del contante, i rappresentanti del Governo si affrettano a smentire le voci su una possibile interferenza tra l’uso della cartamoneta e la realizzazione di condotte illecite di riciclaggio e di evasione fiscale. Il 28 Ottobre 2015, il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso del Question Time in diretta su Rai.tv, chiarisce la sua posizione sull’impatto della nuova disciplina nell’ordinamento italiano e, rispondendo all’interrogazione del deputato Giovanni Paglia, capogruppo Sel in commissione Finanze alla Camera, dichiara: “Non esiste correlazione, a mia conoscenza, tra il livello del limite e il grado di estensione dell’economia sommersa”.

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