Nr. 285
Pubblicato il 10/05/2024

Joe Biden dovrebbe essere rieletto per un secondo mandato

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

Joe Biden è il 46º presidente degli Stati Uniti. Ha vinto le elezioni presidenziali del 3 novembre 2020 sfidando il repubblicano Donald Trump. Ha ottenuto più voti di qualsiasi altro candidato nella storia presidenziale americana, con oltre 74 milioni di voti, superando i 69,5 milioni di Barack Obama nel 2008. Membro del Partito Democratico, Biden è nato nel 1942 a Scranton, Pennsylvania.
La sua carriera politica è iniziata nel 1972, quando è stato eletto senatore per lo stato del Delaware. Ha ricoperto vari ruoli di alto livello, culminando con la sua nomina a vicepresidente durante i due mandati di Barack Obama, dal 2009 al 2017. La storia personale di Biden è segnata da tragiche perdite, inclusi l'incidente stradale che ha causato la morte della sua prima moglie e di una figlia nel 1972, e la scomparsa del figlio Beau nel 2015.
La sua vicepresidente è Kamala Harris, già procuratrice distrettuale di San Francisco e prima donna non bianca ad assumere questo ruolo nella storia degli Stati Uniti. L'amministrazione Biden rappresenta una chiara discontinuità rispetto alla precedente amministrazione guidata da Donald Trump.
L’amministrazione Biden ha affrontato molte questioni complesse e sfide. Sebbene la presidenza di Biden abbia segnato successi economici tangibili, incluso il recupero dopo la pandemia e il controllo dell'inflazione, tuttavia, la percezione pubblica rimane orientata al pessimismo, con una parte significativa della popolazione insoddisfatta delle condizioni economiche. Questo divario tra realtà economica e percezione pubblica potrebbe essere cruciale per le prossime elezioni presidenziali di novembre 2024. Le tensioni geopolitiche aggiungono un ulteriore livello di incertezza, con eventi come il conflitto russo-ucraino, le tensioni tra Cina e Taiwan e la situazione in Medio Oriente, che potrebbero influenzare il contesto elettorale globale. Mentre Biden ha un record economico positivo, la sua sfida principale resta quella di gestire il divario di percezione e affrontare le incertezze sia interne che esterne che potrebbero influenzare l'esito delle elezioni.


IL DIBATTITO IN 2 MINUTI:

01 - Biden ha raggiunto importanti successi, anche se questi non lo hanno reso popolare

Biden ha registrato notevoli successi economici durante il suo mandato, tra cui una forte ripresa economica, inflazione sotto controllo e bassi livelli di disoccupazione.

Il divario tra la realtà economica e la percezione pubblica delle condizioni economiche è uno dei principali fattori che contribuiscono all'impopolarità di Biden.

02 - Le riforme della Bidenomics sono vincenti

Biden ha attuato buone riforme economiche per il welfare e l'assistenza sanitaria e importanti investimenti infrastrutturali.

Nonostante la ripresa economica dopo il Covid-19, ci sono preoccupazioni riguardo all’elevata inflazione e all'aumento dei tassi d'interesse.

03 - La riforma climatica di Biden è ambigua e ha favorito l’espansione delle fonti fossili

Nel 2020 Biden aveva promesso di fare dell'America la leader nella lotta al cambiamento climatico. Nonostante alcune misure valide, la sua amministrazione non ha soddisfatto questa promessa.

Benché gli Stati Uniti siano oggi il maggior produttore ed esportatore mondiale di petrolio e gas naturale, il bilancio delle misure per la protezione ambientale resta positivo.

04 - La politica estera di Biden ha fatto recuperare agli USA il ruolo guida a livello internazionale

L'amministrazione Biden ha riaffermato la capacità degli USA di esercitare influenza, adottando approcci che richiamano certi momenti del secondo Novecento.

Gli Stati Uniti non possono più ambire a un ruolo egemonico come durante l'"epoca d'oro" della presidenza di Bill Clinton.

05 - Dopo la presidenza Biden le questioni migratorie restano irrisolte

La situazione dell'immigrazione ha portato a una crescente insoddisfazione, anche tra i progressisti.

Sotto l'amministrazione Biden il numero di richieste d’ingresso negli USA è cresciuto , ma sono aumentate le richieste di visto.

06 - L’età di Biden è un ostacolo alla sua rielezione

Il 90% degli americani ritiene che Joe Biden sia troppo anziano per un secondo mandato.

Biden si ricandida perché ritiene di aver governato bene e di meritare un secondo mandato.

 
01

Biden ha raggiunto importanti successi, anche se questi non lo hanno reso popolare

FAVOREVOLE

Il presidente Joe Biden ha registrato notevoli successi economici durante il suo mandato, tra cui una forte ripresa economica, un tasso di inflazione sotto controllo e un mercato del lavoro solido con bassi livelli di disoccupazione. Tuttavia, nonostante questi risultati, la percezione pubblica delle condizioni economiche è in gran parte negativa. Un sondaggio ha mostrato che solo il 28% degli americani valuta le condizioni economiche come eccellenti o buone, rispetto al 57% all'inizio dell'ultimo anno dell'amministrazione Trump. Questo divario tra realtà economica e percezione pubblica, spesso definito come "vibecession", potrebbe avere un impatto significativo sulle elezioni presidenziali di novembre 2024. Inoltre, le tensioni geopolitiche in corso, come la situazione in Ucraina e il conflitto a Gaza, aggiungono ulteriori incertezze al contesto elettorale. Mentre Biden ha un track record economico positivo, dovrà affrontare la sfida di comunicare efficacemente questi successi al pubblico e colmare il divario tra realtà economica e percezione pubblica per influenzare l'esito delle prossime elezioni (Mario Macis, Tra percezione e realtà: il ruolo dell’economia nelle presidenziali Usa, “lavoceinfo”, consultato il 21 aprile2024).

CONTRARIO

Joe Biden, eletto presidente nel 2020 dopo una lunga carriera politica, sta affrontando una serie di sfide, mentre si avvicina il momento delle elezioni presidenziali del 2024. Nonostante i successi della sua amministrazione, Biden è diventato impopolare tra gli americani, con indici di gradimento bassi e sondaggi che lo danno come perdente nelle elezioni del 2024.
Il divario tra la realtà economica e la percezione pubblica delle condizioni economiche è uno dei principali fattori che contribuiscono alla sua impopolarità. Nonostante la bassa disoccupazione e la crescita economica, l'aumento dei prezzi dei generi alimentari e il costo della vita stanno influenzando negativamente l'opinione pubblica. “Il problema maggiore dell’amministrazione Biden resta l’aumento consistente dei prezzi al consumo, frutto però dell’inflazione in crescita a livello globale” (Valerio Clari, I molti successi di Biden, nonostante tutto,ilpost.it”, 9 settembre 2022).

 
02

Le riforme della Bidenomics sono vincenti

FAVOREVOLE

L'eredità economica lasciata da Donald Trump era controversa: la politica "America First" aveva favorito le imprese con tagli alla spesa e riduzione delle imposte, ma aveva anche accentuato le disuguaglianze sociali. Il Partito Democratico, cercando di contrastare questo, ha proposto la Bidenomics, ispirata al keynesianesimo e mirante a aumentare gli investimenti statali per favorire l'occupazione e ridurre le disuguaglianze.
La Bidenomics si è concretizzata con un aumento delle imposte per le imprese e gli individui ad alto reddito, e con investimenti in infrastrutture, welfare e valorizzazione dei lavoratori. Prima di attuare il suo programma, l'amministrazione Biden ha favorito la ripresa post-pandemica con l'American Rescue Plan Act 2021, che ha finanziato aiuti economici e interventi nel welfare e nell'assistenza sanitaria.

CONTRARIO

Negli Stati Uniti la pandemia e le tensioni sociali hanno provocato una recessione, portando l'amministrazione Biden ad adottare una politica di bilancio espansiva. Nonostante la ripresa economica, ci sono preoccupazioni riguardo all’elevata inflazione e all'aumento dei tassi d'interesse. Il governo Biden ha varato ampi pacchetti di stimoli economici con il programma denominato Bidenomics, ma ha sottovalutato la forte inflazione che avrebbe generato. Le debolezze strutturali dell'economia statunitense complicano la situazione. Le implicazioni di queste politiche per l'economia globale potrebbero essere significative, con possibili conseguenze per paesi come l'Italia, già alle prese con una difficile fase di rilancio e un alto debito pubblico.

 
03

La riforma climatica di Biden è ambigua e ha favorito l’espansione delle fonti fossili

FAVOREVOLE

Joe Biden già dal giorno del suo insediamento alla Casa Bianca ha firmato una serie di decreti, uno dei quali prevede il rientro degli Stati Uniti nell’Accordo di Parigi sul clima, dopo l’abbandono da parte della precedente amministrazione Trump nel 2017. Ha ripristinato molte delle 125 norme e politiche ambientali in difesa del clima volte a proteggere l'aria, l'acqua, la terra e la fauna selvatica del Paese, annullate dalla precedente amministrazione perché ritenute dannose per le imprese.
Il presidente Joe Biden ha inoltre aggiunto diverse nuove norme e regolamenti in favore della salvaguardia del clima, tra cui l'obbligo per le aziende di dichiarare pubblicamente le proprie emissioni di gas serra. Joe Biden ha anche firmato tre importanti provvedimenti legislativi, ciascuno dei quali prevede una spesa annuale di decine di miliardi di dollari per combattere il cambiamento climatico. Benché gli Stati Uniti siano diventati oggi il maggior produttore mondiale di petrolio e gas e il maggior esportatore di gas naturale, il bilancio delle misure per la protezione ambientale che sono state attuate durante il mandato di Biden resta positivo. Dopo decenni di tentativi infruttuosi, successi parziali e sforzi che non hanno portato ai risultati desiderati, il Congresso ha finalmente varato una legislazione trasformativa per affrontare la crisi climatica nel 2022. Questo importante passo avanti non sarebbe stato possibile senza la leadership del presidente Biden.

CONTRARIO

Nella campagna elettorale del 2020, Joe Biden aveva promesso di fare dell'America la leader mondiale nella lotta al cambiamento climatico. Nonostante il ritorno degli Stati Uniti all'Accordo di Parigi e l'approvazione di pacchetti legislativi ambientali, come l'Inflation Reduction Act e l'Infrastructure Act, l'amministrazione Biden non ha soddisfatto questa promessa. L'Inflation Reduction Act (IRA), presentato dal governo Joe Biden come un grande investimento per l'energia e il clima, ha favorito l'espansione delle fonti fossili anziché promuovere la giustizia climatica.
Secondo un report di Oil Change International, sebbene l'IRA abbia promosso energie rinnovabili, ha anche incentivato l'estrazione e l'esportazione di nuovi combustibili fossili. Questo ha portato gli Stati Uniti a confermarsi come principale sostenitore delle fonti fossili fino al 2050.
Gli USA così non raggiungeranno gli obiettivi dell'Accordo di Parigi, peggiorando le condizioni delle comunità nelle "zone di sacrificio" del Paese. Biden dovrebbe ridurre l'estrazione di petrolio e gas, tagliare le esportazioni e fermare i nuovi progetti di infrastrutture fossili. Il settore dei trasporti, primo nelle emissioni di gas serra, emette ancora di più (+1,6%), con un aumento del traffico aereo e un aumento del consumo di benzina. Gli USA sono il secondo maggior emettitore di gas serra in valore assoluto, dopo la Cina. Ma in base alle emissioni storiche, cioè accumulate dal 1850, rimangono in testa alla classifica.

 
04

La politica estera di Biden ha fatto recuperare agli USA il ruolo guida a livello internazionale

FAVOREVOLE

Dopo un lungo periodo di diminuzione d’influenza degli Stati Uniti sulla politica internazionale e dell’indebolimento del suo ruolo nell'ordine mondiale, l'amministrazione Biden ha riaffermato la sua capacità di esercitare influenza, adottando approcci che richiamano certi momenti del secondo Novecento.
Abbandonando i presupposti ideologici che promuovevano il modello liberale fondato sull'economia di mercato e la liberaldemocrazia come veicolo per la diffusione della democrazia nel mondo, l'amministrazione americana ha optato per una nuova declinazione della sua strategia. Secondo Biden, non si tratta solo di difendere la libertà, ma di preservare il "nostro concetto di democrazia" e garantire la sopravvivenza della democrazia a livello globale.

CONTRARIO

Fermo restando che gli Stati Uniti hanno un ruolo centrale negli sviluppi della politica internazionale in questo particolare momento storico: conflitto in Ucraina, crisi in Medio Oriente e competizione Usa-Cina, tuttavia, gli Stati Uniti non possono più ambire a un ruolo egemonico come durante l'"epoca d'oro" della presidenza di Bill Clinton.
“La politica estera degli Stati Uniti dovrebbe derivare da un’analisi approfondita degli interessi del popolo americano […] piuttosto che agire per difendere gli Stati Uniti e garantire le condizioni di prosperità dei cittadini americani, i leader statunitensi agiscono prima di tutto per preservare il dominio mondiale dell’America. L’enorme ruolo mondiale dell’America non durerà per sempre e dovremmo cominciare a occuparci di questo” (Come si diventa superpotenze. Quando l’America decise di dominare il mondo, “linkiesta.it”, 12 novembre 2020). Il nuovo panorama internazionale segna un punto di rottura con il passato, ed è su questa rottura che andrà rifondato l’ordine internazionale. La sfida sta nel trovare il giusto equilibrio per ridurre l'impegno globale senza compromettere la credibilità della potenza d’oltreoceano.

 
05

Dopo la presidenza Biden le questioni migratorie restano irrisolte

FAVOREVOLE

L'aumento dell'immigrazione attraverso il confine tra Stati Uniti e Messico è un fenomeno in corso da anni. Durante la campagna elettorale del 2016, Donald Trump aveva focalizzato la sua attenzione sulla costruzione di un muro al confine, sostenendo l'esistenza di un'emergenza che inizialmente non era così evidente, ma che nel tempo è diventata una realtà concreta. L'immigrazione è cresciuta del 90% nel 2019 rispetto all'anno precedente.
Con l'elezione di Joe Biden nel 2020 si è assistito a un cambio di rotta nelle politiche migratorie. Biden ha interrotto la costruzione del muro e ha revocato alcune delle misure più contestate introdotte da Trump, come il divieto di ingresso per i cittadini di alcuni paesi musulmani e l'obbligo per i migranti di attendere in Messico l'esito della domanda di asilo. Inoltre, ha ampliato le vie legali di ingresso per i cittadini di Cuba, Haiti e Nicaragua, cercando di ridurre la pressione migratoria da questi paesi.
Il numero totale di richieste d’ingresso negli Stati Uniti è sì notevolmente cresciuto sotto l'amministrazione Biden, ma con 3,1 milioni di persone che hanno attraversato il confine presentando una domanda di visto. La maggior parte di questi individui si consegna alle autorità di frontiera e presenta una domanda di asilo, sottoponendosi a un colloquio per verificare il "credibile timore" di persecuzione o violenza nel proprio paese d'origine. Le agenzie incaricate dell'elaborazione delle domande sono sotto pressione a causa dell'elevato numero di richieste.

CONTRARIO

Biden si trova ad affrontare una crescente preoccupazione riguardo all'immigrazione, un tema che sta diventando sempre più divisivo non solo tra i repubblicani ma anche all'interno dello stesso partito democratico. L'aumento degli arrivi dalla frontiera messicana ha alimentato tensioni politiche e sociali.
Il sindaco di New York, Adams, è entrato in conflitto con il presidente Biden a causa della presenza di circa 140.000 immigrati clandestini e richiedenti asilo nella città. Questa situazione ha portato a una crescente insoddisfazione tra i progressisti, inclusi figure come il senatore della Pennsylvania, John Fetterman, noto per il suo sostegno agli immigrati. Anche lui ha espresso profonda preoccupazione riguardo all'ingresso di 270.000 clandestini solo nel mese di settembre, definendo la situazione "inaccettabile".
La vasta coalizione che compone il Partito Democratico, che include élite bianche, afroamericani, ebrei, musulmani, ambientalisti e lavoratori ispanici dell'industria petrolifera, sta mostrando segni di frattura. Alcuni di questi gruppi tradizionalmente democratici, come i lavoratori ispanici dell'industria petrolifera, stanno considerando di cambiare la loro affiliazione politica a favore dei partiti di destra.

 
06

L’età di Biden è un ostacolo alla sua rielezione

FAVOREVOLE

Un presidente in carica quasi sempre chiede una conferma a un secondo mandato: per completare il lavoro svolto; è una sorta di diritto a cui si fatica a rinunciare, visto che quella presidenziale è la carica politica apicale. Biden si ricandida perché ritiene di aver governato bene e di meritare un secondo mandato. Durante i suoi primi due anni di presidenza, con i democratici che controllavano entrambe le camere del Congresso, sono stati approvati importanti provvedimenti legislativi grazie alla coesione dell'amministrazione e del partito. Nonostante le divisioni interne, la disciplina è stata alta e ha contribuito a ottenere risultati legislativi significativi.

CONTRARIO

Stando ai dati di un sondaggio Ipsos, il 90% degli americani ritiene che Joe Biden sia troppo anziano per un secondo mandato. L'86% pensa che i suoi 81 anni lo rendano inadatto ad altri quattro anni alla Casa Bianca. È stato visto confuso in pubblico, confondendo persino capi di Stato stranieri. Questi errori diventano sempre più frequenti, influenzando l'opinione pubblica. Un rapporto giudiziario evidenzia "la sua cattiva memoria", aggiungendo ulteriori preoccupazioni.

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