Adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

La questione riguardante l'adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita assume, col decreto direttoriale del 2017 dei ministeri di Economia e Lavoro, un ruolo centrale nel dibattito politico del nostro Paese.
Per alcuni, assecondare tale iniziativa significherebbe adeguarsi a un sistema che vale ormai in tutta Europa. Inoltre, sopprimere o limitare gli adeguamenti sulle pensioni determinerebbe un sostanziale indebolimento della complessiva strumentazione del sistema pensionistico italiano.
I pareri contrari, invece, sostengono il blocco del decreto e una modifica dell'attuale meccanismo per superare e differenziare le attuali forme di adeguamento, tenendo conto anche delle diversità nelle speranze di vita e nella gravosità dei lavori.

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L'adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita è un sistema valido e utilizzato ormai in tutta Europa

FAVOREVOLE

L'adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita è un piano che va attuato in quanto è un sistema che vale ormai in tutta Europa.
È giusto che il lavoratore che percepisce la pensione più a lungo perché vive più a lungo, contribuisca più a lungo al sistema, altrimenti il sistema non riuscirà a reggere.
Sopprimere, limitare o anche solo rinviare l’adeguamento dell’età pensionabile all'aspettativa di vita metterebbe a rischio l’intera tenuta del sistema pensionistico italiano. Adeguamento che, tra l'altro, nel 2021 avverrebbe comunque in applicazione della specifica clausola di salvaguardia introdotta nell’ordinamento su richiesta della Commissione e della Bce.
Tra le conseguenze negative, non solo l'aumento della spesa previdenziale (le persone vanno in pensione prima con un incremento delle spese per prestazioni), ma anche una diminuzione del rapporto tra la pensione incassata e l’ultimo stipendio percepito.

CONTRARIO

In Italia l'età per l'accesso alla pensione di vecchiaia è già la più alta in Europa.
In un mercato del lavoro sempre più selettivo e crudele, quello dell'adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita sembra essere l'ennesimo accanimento terapeutico sui pensionati. Sarebbe invece importante, per i lavoratori, poter scegliere la propria messa a riposo dopo un periodo minimo di contributi.
È necessario bloccare l'adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita e modificare l'attuale meccanismo per superare e differenziare le attuali forme di adeguamento, tenendo conto anche delle diversità nelle speranze di vita e nella gravosità dei lavori.
È inoltre necessaria una differenziazione con relativi bonus per le categorie di lavoratori maggiormente esposti ai rischi e agli eventi morbosi per la specificità del lavoro che svolgono.

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