Reddito di cittadinanza

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

Il dibattito sul reddito di cittadinanza in Italia è tornato in auge in tempi abbastanza recenti. La discussione politica è resa più confusa dalle diverse nomenclature utilizzate. Si discute, infatti, spesso facendo confusione, di un reddito di cittadinanza o di un reddito minimo garantito. Tra le due opzioni esistono differenze sostanziali che giustificano differenti prese di posizione: se il primo è una misura universale e incondizionata - cioè non condizionata allo svolgimento di un'attività lavorativa e estranea alle logiche salariali – il secondo è condizionato da fattori quali la soglia di povertà, la reciprocità di obblighi, lo svolgimento dell'attività lavorativa proposta,
L'argomento è stato trattato da diversi punti di vista e analizzato a partire da differenti visioni politiche-economiche: Neoliberisti (Milton Friedman), Marxisti (André Gorz), Libertari, Comunitaristi condividono trasversalmente consensi e criticità. Le analisi sottendono la comprensione della società del lavoro e la sua trasformazione negli anni più recenti. Nel dettaglio le discussioni vertono tanto su problematiche economiche, quanto su argomentazioni di carattere ideologico e morale

 
01

Una società è massimamente libera se garantisce opportunità ai più svantaggiati

FAVOREVOLE

In una prospettiva libertaria la garanzia di possedere un reddito deve essere accordata anche a coloro i quali scelgono deliberatamente di non svolgere attività lavorativa, questo perchè vanno riconsiderate come fondamentali per una società giusta anche le attività non strettamente connesse alla produttività e al guadagno. L'esempio limite, sul qualehanno dibattuto Philippe Van Parijs e John Rawls, è quello dei surfisti della baia di Malibù. Affinchè una società possa dirsi giusta, anche costoro, secondo Van Parijs, devono avere l'opportunità di dedicarsi all'attività che hanno deliberatamente scelto confermemmente alla loro idea di "vita buona".
Rimanendo nell'ottica libertaria agualitaria, dall'idea di approprizione discende logicamente la necessità di una distribuzione del reddito: "qualsiasi appropriazione di risorse naturali grezze in origine proprietà comune, sulle quali dunque nessuna persona particolare in origine aveva titolo esclusivo, è possibile solo laddove le persone che vengono escluse da queste risorse ricevano in cambio qualcosa" (Corrado Del BòIl reddito di base e l’obiezione dello sfruttamento. Due vie liberali, “bin-italia.org)

CONTRARIO

Secondo John Rawls, nella società vige la legge della reciprocità. Affinché l'individuo, che ne entra a far parte, sia idoneo a trarne dei benefici, esso ha il dovere di garantire il suo contributo alla società. Se i sussidi della società fossero elargiti anche a coloro i quali non vi partecipano attivamente in termini economici, graverebbero sulle spalle della restante comunità che lavora.
Altri studiosi hanno sostenuto che il basic income (reddito di base) si configura come una vera e propria forma di sfruttamento dei lavoratori da parte di chi decide, pur potendo, di non lavorare.
In sintesi, il principio di reciprocità comporta che tutti gli individui che vogliano condividere i benefici nella cooperazione sociale, hanno l'obbligo di dare un contributo produttivo.

 
02

Il reddito deve essere vincolato al lavoro

FAVOREVOLE

Poiché la produzione sociale esige sempre meno 'lavoro' e distribuisce sempre meno salari, diventa sempre più difficile procurarsi un reddito sufficiente e stabile mediante un lavoro pagato. Nel discorso del capitale si attribuisce questa difficoltà al fatto che 'manca lavoro'. Si occulta in tal modo la situazione reale; perché ciò che manca non è il lavoro, ma la distribuzione delle ricchezze per la cui produzione il capitale impiega un numero sempre ridotto di lavoratori. Il rimedio non è 'creare lavoro'; ma ripartire al meglio tutto il lavoro socialmente necessario e tutta la ricchezza socialmente prodotta
(André Gorz, Miserie del presente, ricchezze del possibile, Manifestolibri, 1998, p.97).

Le trasformazioni della società del lavoro, la precarizzazione e le difficoltà che questo comporta, e la modifica della tipologia di lavori più diffusa, rende insostenibile il nesso tra reddito e lavoro e richiede di uscire da logiche salarili vincolanti.

CONTRARIO

È impensabile l'ipotesi che un reddito possa essere garantito a prescindere della prestazione lavorativa.
Il premier Matteo Renzi risponde alle richieste del Movimento 5 Stelle circa l'istituzione di un reddito di cittadinanza, affermando il nesso inscindibile tra reddito e prestazione lavorativa. Il premier annunciò che i suoi collaboratori stavano lavorando su un sussidio di elaborazione sul modello danese. “Parlano di reddito di cittadinanza? Gli italiani non chiedono l’elemosina di stato, chiedono di lavorare e per questo bisogna mettere le aziende in condizioni di assumere” (Renzi, reddito cittadinanza?E' elemosina, “Ansa”, 17 maggio 2014).

 
03

Il reddito di cittadinanza rafforza il potere contrattuale dei lavoratori, evita gli abusi, la precarietà e la marginalità

FAVOREVOLE

Permettere una maggior disponibilità di reddito in un ambito di contrattazione individuale porta ad un maggior potere contrattuale perché, in tal modo, i lavoratori sono meno dipendenti dal ricatto del bisogno e quindi hanno più possibilità di incidere almeno parzialmente sulle proprie condizioni di lavoro.
Il reddito di cittadinanza è una valida politica di welfare attraverso cui favorire la cittadinanza e l’inclusione sociale dei soggetti maggiormente esposti al rischio di marginalità nel mercato del lavoro e per garantire per contrastare la marginalità.

CONTRARIO

Secondo Pietro Ichino, la protezione contro i possibili abusi dei datori di lavoro non può essere il reddito garantito ma solo un mercato del lavoro ben funzionante, con buoni servizi di assistenza intensiva e di formazione mirata agli sbocchi occupazionali esistenti, che consenta a qualsiasi lavoratore maggiore flessibilità.
D’altro canto, secondo il Partito Leninista Marxista Italiano, il reddito di cittadinanza, “diversivo che distoglie le masse dalla vera battaglia che è quella per il lavoro” (Il reddito di cittadinanza è un diversivo rispetto alla lotta per il lavoro e l'abolizione del precariato, 2 luglio 2014), non supera il precariato ma anzi peggiora le condizioni dei lavoratori precari visto che la concessione delle varie forme di sussistenza sono legate all'accettazione da parte dei disoccupati di un posto di lavoro qualsiasi, pena la mancata erogazione dell’elemosina di Stato. Ciò inevitabilmente porta chi è disperato e alla ricerca di un lavoro ad accettare anche le più intollerabili condizioni lavorative offerte dallo sfruttatore di turno.

 
04

Non ci sono i fondi necessari per garantire il reddito di cittadinanza

FAVOREVOLE

Gli esponenti del Movimento 5 Stelle ritengono di poter ricavare i fondi necessari all'instaurazione di un reddito di cittadinanza operando alcuni tagli alle spese per la difesa, ai costi della politica e ai privilegi ecclesiastici, oltre che mediante l’aumento della tassazione relativa al gioco d’azzardo.

CONTRARIO

Il reddito di cittadinanza è una misura eccessivamente dispendiosa. Secondo Stefano Fassina le proposte del Movimento 5 Stelle non provengono da una esatta analisi economica ma si pongono semplicemente su basi demagogiche. 
Luciano Capone, dalle pagine de "Il foglio", ribadisce l'insostenibilità economica della proposta del Movimento 5 Stelle che non dimostra di avere certezze sul reale costo del provvedimento, viste le differnti proposte avanzate negli anni, né di predisporre un piano ottimale per il rinvenimento delle coperture necessarie (Luciano Capone, Perché l'idea grillina del reddito di cittadinanza, numeri alla mano, è irrealizzabile, "Il Foglio", 12 maggio 2015)
Dopo la richiesta di Beppe Grillo dellì8 settembre 2015 al premier Matteo Renzi di inserire il provvedimento sul reddito di cittadinanza nella legge di stabilità, anche sull'"International Business Time" vengono riportate delle critiche alla sostenibilità economica del progetto. Nell'articolo Reddito di Cittadinanza nella Legge di Stabilità? Ecco perché è impossibile (10 settembre 2015)Vittoria Patanè fa notare la chiara volontà del Governo di non impegnarsi, almeo nell'immediato, su questoprovvedimento.

 
05

L'istituzione del reddito di cittadinanza disincentiva al lavoro

FAVOREVOLE

Per l’economista Andrea Fumagalli , proprio perché la natura dell’uomo è orientata più all’attività che alla pigrizia, “ciò che il reddito di cittadinanza può favorire è la riduzione del concetto di lavoro come fatica, non in generale della capacità lavorativa, di 'prestatore d'opera', dell'uomo, aumentando in tal modo il grado di autonomia e la libertà di scelta degli individui. Anzi, con la diminuzione del lavoro pesante e alienato, l'uomo avrebbe più risorse e più tempo per dedicarsi alla costruzione di 'opere' e magari di organizzare in modo più liberatorio la produzione di ciò che gli é utile. Il 'diritto all'otium' non significa infatti assenza di attività, ma piuttosto la scomparsa della costrizione al lavoro e al sudore a vantaggio della liberazione della mente e della creatività umana” (Dieci tesi sul reddito di cittadinanza, “tenc.org”, 1998) .
La parola d'ordine del reddito di cittadinanza rappresenta un pericoloso contropotere alla disciplina del lavoro e alla gerarchia sociale che ne viene generata: con la “liberazione non del lavoro ma dal lavoro [...] viene meno uno degli strumenti disciplinari di controllo sociale in mano agli attuali assetti di potere” (ibidem)

CONTRARIO

Secondo l'ex ministro Elsa Fornero, che rappresenta il pensiero non dichiarato di molti, garantire un reddito svincolato da una prestazione lavorativa disincentiverebbe al lavoro: “L'Italia è un Paese ricco di contraddizioni, che ha il sole per 9 mesi l'anno e con un reddito base la gente si adagerebbe, si siederebbe e mangerebbe pasta al pomodoro. Insomma mangia-spaghetti a tradimento” (Dalle lacrime alla "paccata", ecco il metodo della professoressa Fornero, “Il Sole24Ore”, 14 marzo 2012).
Inoltre, una misura come quella proposta dal Movimento 5 Stelle, creerebbe un assistenzialismo

  • Reddito di cittadinanza

    PRO\VERSI

    € 1,90

Loading…
Loading…
Loading…
Grazie per la tua opinione
Condividi e fai conoscere la tua opinione
Loading…