L'Europa necessita di un'immigrazione di massa

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

Il processo di invecchiamento della popolazione è un fenomeno demografico che sta interessando l’intera Europa, come conseguenza del generale miglioramento della qualità della vita e del declino della natalità in vari paesi. L’Italia rappresenta uno dei paesi più longevi al mondo e, al contempo, uno dei più colpiti dal calo delle nascite, aggravato dalla crescente precarietà occupazionale delle famiglie. Di conseguenza, con la diminuzione della popolazione attiva, emergono problematiche legate alla sostenibilità della spesa previdenziale. Un incremento massiccio dell’immigrazione potrebbe costituire il fattore decisivo per il riequilibrio della spesa pensionistica, dato che la gran parte degli immigrati si trova in età lavorativa. Tuttavia, in questo periodo storico l’opinione pubblica di molti paesi, già debilitati dalla crisi economica, si esprime contro l’immigrazione di massa, che può creare problemi di sicurezza e di coesione sociale.

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L’immigrazione di massa rende sostenibile l’invecchiamento della popolazione e fornisce un contributo fondamentale per l’economia

FAVOREVOLE

Senza i lavoratori immigrati, l’Europa perderebbe 30 milioni di lavoratori, con gravi ricadute sulla produttività e sul sistema economico. In Italia, l’immigrazione produce effetti positivi sia sul PIL che sulla spesa pubblica, dato che gli immigrati hanno tassi di occupazione maggiori rispetto ai locali e pochissimi di essi sono pensionati. Sempre più pensioni italiane si basano sui contributi previdenziali degli stranieri e solo un incremento ulteriore dell’immigrazione, accompagnato da politiche di integrazione e di inclusione, consentirebbe la piena sostenibilità del welfare.

CONTRARIO

Un ampliamento della popolazione immigrata sarebbe dannoso soprattutto per gli stati dell’Europa meridionale, poiché gli stranieri competono sul mercato del lavoro con i locali per gli impieghi a bassa qualifica, aggravando la crisi occupazionale in corso. Quest’ultima, unita ai problemi di integrazione e allo sviluppo del terrorismo islamista, conduce all’affermazione di forze politiche ostili all’immigrazione. In particolare in Italia l’aumento dell’immigrazione non è stato accompagnato da una solida crescita economica e la prevalenza di immigrati a bassa qualifica può aver penalizzato la competitività del paese.

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