ONG nel Mediterraneo

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

Il ruolo delle ONG (Organizzazioni Non Governative) nel Mediterraneo venne messo in discussione inizialmente da un report confidenziale di Frontex, e in seguito da due inchieste giudiziarie delle procure di Trapani e Catania, che dimostrerebbero l’esistenza di comunicazioni radio tra le ONG e i trafficanti di esseri umani. A seguito degli incontri di Parigi sull’emergenza immigrazione tenutisi tra luglio e agosto 2017, l’ex ministro dell’Interno italiano, Marco Minniti, redasse un codice di condotta per le ONG operanti nel Mediterraneo. Varie ONG, in dissenso con tale regolamento, abbandonarono le operazioni di salvataggio. La linea Minniti è stata ulteriormente inasprita con l’arrivo di Matteo Salvini al Viminale, che persegue la linea della totale chiusura dei porti alle ONG. Salvini ha respinto anche la proposta dell’Unione Europea di versare 6000 euro a profugo per aiutare l’Italia nella gestione dell’emergenza migratoria.

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Le ONG salvano vite umane e suppliscono all’inadeguatezza delle politiche migratorie

FAVOREVOLE

Le indagini volte a dimostrare l’esistenza di legami fra trafficanti e ONG non hanno prodotto alcun risultato. Al contrario, le ONG svolgono un ruolo fondamentale di protezione dei diritti umani in tutto il mondo, tra cui rientra anche il salvataggio dei migranti nel Mediterraneo. L’azione delle ONG supplisce all’inefficacia delle politiche europee sulle migrazioni, basate sulla deterrenza anziché sulla protezione delle persone: ne è una prova l’accordo stanziato tra UE e Turchia con il solo scopo di fermare gli arrivi dei migranti sulle proprie coste. Il codice di condotta dell’ex ministro Minniti e la linea dura dell’attuale ministro Salvini vanno nella stessa direzione, avendo come obiettivo primario il blocco dei migranti in Paesi che non rispettano i diritti umani, pur di non farli giungere sulle coste italiane. Inoltre, l’Unione Europea è ancora molto indietro nel processo di ricollocamento dei rifugiati.

CONTRARIO

Il soccorso di vite in mare è necessario e non viene messo in discussione, tuttavia gli straordinari flussi migratori impattano profondamente sulla stabilità dell’Italia e potrebbero in futuro influire sul suo assetto demografico. La gestione della politica migratoria spetta agli Stati – teoricamente anche all’Unione Europea – ma non alle ONG. Non è possibile considerare come due questioni separate i salvataggi in mare e la successiva accoglienza dei migranti, in cui si è infiltrata anche la criminalità organizzata. Inoltre, permangono numerosi dubbi sull’operato delle ONG nel Mediterraneo, dai presunti contatti con gli scafisti fino alla scarsa collaborazione con la polizia. Una regolamentazione più stringente sulle ONG, oltre alla chiusura dei porti da parte del ministro Salvini, hanno portato ad una riduzione degli sbarchi e quindi dei morti in mare. Il blocco delle ONG sta quindi scoraggiando le partenze nel Mediterraneo.

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