ONG nel Mediterraneo

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

Il ruolo delle ONG (Organizzazioni Non Governative) nel Mediterraneo è stato messo in discussione da due inchieste giudiziarie: una del procuratore di Trapani, Ambrogio Cartosio, e una del procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro. Essi ritengono di avere a disposizione indizi e informazioni derivanti da Frontex e dalla Marina Militare che dimostrerebbero l’esistenza di comunicazioni radio tra le ONG e i trafficanti di esseri umani. Viceversa, al procuratore di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, non risulta alcun elemento investigativo, alcun legame tra ONG e trafficanti. A seguito degli incontri di Parigi sull’emergenza immigrazione tenutisi tra luglio e agosto 2017, il ministro dell’Interno italiano, Marco Minniti, ha redatto un codice di condotta per le ONG operanti nel Mediterraneo. Varie ONG, in dissenso con tale regolamento, hanno abbandonato le operazioni di salvataggio.

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Le ONG salvano vite umane e suppliscono all’inadeguatezza delle politiche migratorie

FAVOREVOLE

Non esistono prove giudiziarie che dimostrino legami fra trafficanti e ONG. Al contrario, le ONG svolgono un ruolo fondamentale di protezione dei diritti umani in tutto il mondo, tra cui rientra anche il salvataggio dei migranti nel Mediterraneo. L’azione delle ONG supplisce all’inefficacia delle politiche europee sulle migrazioni, basate sulla deterrenza anziché sulla protezione delle persone: ne è una prova l’accordo stanziato tra UE e Turchia con il solo scopo di fermare gli arrivi dei migranti sulle proprie coste. Anche l’accordo di Parigi e il codice di condotta del ministro Minniti vanno nella stessa direzione, bloccando i migranti in Paesi che non rispettano i diritti umani, pur di non farli giungere sulle coste italiane. Inoltre, l’Unione Europea è ancora molto indietro nel processo di ricollocamento dei rifugiati.

CONTRARIO

Il soccorso di vite in mare è necessario e non viene messo in discussione, tuttavia gli straordinari flussi migratori impattano profondamente sulla stabilità dell’Italia e potrebbero in futuro influire sul suo assetto demografico. La gestione della politica migratoria spetta agli Stati – teoricamente anche all’Unione Europea – ma non alle ONG. Non è possibile considerare come due questioni separate i salvataggi in mare e la successiva accoglienza dei migranti, in cui si è infiltrata anche la criminalità organizzata. Inoltre, permangono numerosi dubbi sull’operato delle ONG nel Mediterraneo, dai presunti contatti con gli scafisti fino alla scarsa collaborazione con la polizia. Una regolamentazione più stringente sulle ONG, oltre agli accordi presi dal governo italiano con la Libia e con gli Stati subsahariani confinanti, hanno portato ad una riduzione degli sbarchi e quindi dei morti in mare. La riduzione della presenza delle ONG sta quindi scoraggiando le partenze nel Mediterraneo.

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