Abolizione dei compiti a casa

In Italia l'assegnazione dei compiti a casa è sempre stata a discrezione del corpo docente. Alcuni politici hanno proposto una diminuzione dei compiti, sostituiti da altre attività scolastiche o extrascolastiche. Dall'anno scolastico 2017/2018 in 166 classi di scuola primaria e media, divise in cinque province italiane, si è dato il via alla sperimentazione sull'abolizione dei compiti a casa.

TESI FAVOREVOLI

TESI CONTRARIE

01 - La formula dei compiti a casa è discriminatoria in quanto avvantaggia gli studenti che crescono in contesti più istruiti ed economicamente più agiati

I compiti a casa favoriscono gli studenti appartenenti a famiglie più agiate e più istruite. Le prime possono affiancare insegnanti di sostegno ai propri figli; gli studenti che crescono in ambienti più istruiti, avranno l'aiuto dei familiari, mentre agli studenti cresciuti in famiglie meno istruite, svolgeranno i compiti da soli. Abolire i compiti a casa abolirebbe tale disuguaglianza.

Non sono i compiti a domicilio a creare disuguaglianza tra studenti, ma le metodologie con cui sono assegnati. È importante assegnare i compiti a casa e favorire strumenti che diano un supporto alle famiglie: internet in tutte le aule delle scuole; creazione di “ambienti virtuali per l’apprendimento”, affinché i docenti possano “pilotare” le attività degli studenti al di fuori della scuola.

02 - I compiti a casa vanno aboliti in quanto forma obsoleta e controproducente per l'apprendimento e la formazione dello studente

Studiare di più non dà sempre migliori risultati. Pur passando molte ore sui libri, gli studenti italiani presentano alti tassi di analfabetismo funzionale. Si rischia che lo studente impari le lezioni a memoria per poi ripeterle durante interrogazioni. L’insegnamento e l’apprendimento devono avvenire a scuola, in presenza del docente. Vacanze e pomeriggi dovrebbe essere impiegato in altro modo.

“Liberare” gli studenti dai compiti a casa vorrebbe dire gettarli in pasto alle distrazioni (social media, chat etc.). La scuola deve aiutare chi rimane indietro ma premiare chi si impegna di più. Il lavoro didattico a casa è necessario per consolidare le conoscenze acquisite a scuola e per stimolare l’autonomia degli studenti. I compiti dovrebbero essere l'incontro perfetto tra scuola e famiglia.