Italicum

La vittoria del “no”, nel referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, ha riportato alla luce discussioni in realtà mai sopite sulla legge elettorale e sulla governabilità del paese. Il I luglio 2016 è entrata in vigore la legge del 6 maggio 2015, n. 52, l’Italicum, che disciplina l’elezione della sola Camera dei Deputati e che sostituisce la precedente, il cosiddetto Porcellum.

TESI FAVOREVOLI

TESI CONTRARIE

01 - La nuova legge elettorale si caratterizza come passaggio necessario per rispondere alle esigenze del Paese dopo l’esperienza negativa del Porcellum

L’Italicum garantisce stabilità e durata al governo. Questa legge elettorale risponde alle tante contraddizioni del Porcellum. Una soluzione gradita anche all’Europa e al passo con i sistemi delle più grandi potenze europee. A sostenerlo, Giorgio Napolitano, Matteo Renzi, Maria Elena Boschi e Serracchiani Debora.

L’Italicum non risolve le problematiche evidenziate dalla Consulta con la pronuncia di incostituzionalità. Diversi i punti deboli e gli ostacoli frapposti nel suo iter di approvazione, sia dalle opposizioni – in particolare dal M5S – che da una parte del PD. Alcuni sostenitori di questa tesi sono Luigi Di Maio; Renato Brunetta; Arturo Scotto; Danilo Toninelli; Fabio Rampelli; Speranza Roberto.

02 - La parità di genere è garantita sia nell’indicazione delle preferenze che nella composizione delle liste. Un passo importante che ha unito praticamente tutti

La parità di genere rappresenta una conquista importante della maggioranza. Dopo le prime bocciature dei vari emendamenti, il testo definitivo dell’Italicum prevede parità di genere per preferenze e composizione delle liste. Così sostengono Laura Boldrini e Matteo Renzi.

Parlare di parità di genere ancora oggi rappresenta un passo indietro clamoroso. Dovrebbero essere gli stessi partiti a garantire una composizione mista, non deve essere demandato un principio tanto logico quanto democratico ad un nuovo progetto di legge elettorale. Tesi, questa, sostenuta da Francesco Paolo Sisto.

03 - L’Italicum porta novità di rilievo come capilista bloccati, soglia di sbarramento al 3% e pluricandidature, frutto del contemperamento tra le parti

L’Italicum è frutto di un lungo percorso volto al contemperamento delle istanze delle parti in causa. Il testo originario è oggetto di discussione e modifiche ma capilista bloccati e soglia di sbarramento non sono questioni rilevanti ai fini della governabilità. A sostenerlo, Matteo Renzi e Federico Fornaro.

Le opposizioni e la minoranza Pd non hanno mai accettato i capilista bloccati. Vengono penalizzati i piccoli partiti e viene inferto un duro colpo alla rappresentatività delle varie istanze del popolo. Occorrono accorgimenti o si deve andare a votare con un’altra legge elettorale. Così Alfredo D’Attorre; Paolo Cosseddu; Gaetano Azzariti.

04 - L’Italicum è pensato solo per la Camera perché prevede l’abolizione del Senato dove si formano maggioranze meno stabili. La scelta va difesa

L’Italicum prevede maggioranze forti in un sistema utilizzabile solo per la Camera dei Deputati. La sua approvazione era propedeutica all’abolizione del Senato, non più attuata per la vittoria del No al Referendum. I fautori della nuova legge elettorale difendono però la bontà delle scelte fatte. Tra i molti nomi a sostenerlo: Roberto D’Alimonte; Gianni Cuperlo; Luigi Zanda; Ermete Realacci.

Dopo la larga vittoria del No al referendum non si può più andare avanti con questa legge elettorale. Urgono cambiamenti che consentano di andare a votare con la stessa legge sia alla Camera che al Senato. Prevedere l’Italicum solo per la Camera si è rivelato un azzardo che non ha pagato. Tra gli autori citati: Pierluigi Bersani; Miguel Gotor; Fabrizio Cicchitto; Renato Brunetta; Barbara Lezzi.

05 - L’Italicum corregge gli errori della precedente legge elettorale dichiarata incostituzionale ed è perfettamente aderente alla Carta Costituzionale

La nuova legge elettorale interviene laddove il Porcellum ha fallito: garantire governabilità al paese attraverso un premio di maggioranza consistente. Le pregiudiziali sollevate dalle opposizioni in fase di approvazione sono state tutte bocciate quindi non si teme una pronuncia negativa della Corte Costituzionale. A sostenerlo, Marina Sereni; Stefano Ceccanti; Augusto Barbera.

L’Italicum è alla resa dei conti, in vista della pronuncia della Corte Costituzionale. In passato, le quattro eccezioni di pregiudizialità, sono state rigettate grazie alla cortina eretta da Pd e Forza Italia, ora ci sarà di certo una pronuncia di incostituzionalità sulla scia del Porcellum. Così Fulco Lanchester; Gaetano Azzariti; Cristian Invernizzi; Cozzolino Emanuele; Brunetta Renato.

06 - Un premio di maggioranza significativo che regala stabilità e governabilità al Paese. Un passo importante anche in ottica europea

Il premio di maggioranza robusto al partito vincente è visto in un’ottica di riduzione dei partiti all’interno di una stessa coalizione. Si ovvia dunque a una delle problematiche principali delle precedenti elezioni. Viene eliminata l’incertezza, garantendo un’attività agevole per l’esecutivo che si insedia. Così sostengono Matteo Renzi; Maria Elena Boschi; Roberto Giachetti; Angelino Alfano.

Il premio di maggioranza dell’Italicum è troppo alto e non garantisce la rappresentanza. Inoltre, è riferito ai partiti e non alla coalizione e dunque si assisterà a un ricerca di voti tramite alleanze strategiche. I piccoli partiti sono fuori dalla scena politica e con loro le istanze dei cittadini che non si sentono rappresentati dai grandi partiti. Così, Renato Brunetta e Silvio Berlusconi.