Italicum

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

La vittoria del “no”, nel referendum costituzionale del 4 dicembre, ha riportato alla luce discussioni in realtà mai sopite sulla legge elettorale e sulla governabilità del Paese. Il I luglio 2016 è entrata in vigore la legge del 6 maggio 2015, n. 52, l’Italicum, che disciplina l’elezione della sola Camera dei Deputati e che sostituisce la precedente, il cosiddetto Porcellum che, in seguito alla pronuncia della Corte Costituzionale è stata ribattezzata Consultellum. Proprio quest’ultima, disciplina ancora oggi le modalità di elezioni del Senato creando una differenziazione che non consente di andare in tempi brevi al voto e che è figlia della convinzione di ottenere l’abolizione dello stesso Senato in seguito all’approvazione della riforma costituzionale. La nuova legge prevede un sistema proporzionale, a doppio turno e a correzione maggioritaria, con premio di maggioranza, soglia di sbarramento e cento collegi plurinominali con capilista bloccati.

 
01

La nuova legge elettorale si caratterizza come passaggio necessario per rispondere alle esigenze del Paese dopo l’esperienza negativa del Porcellum

FAVOREVOLE

L’Italicum garantisce stabilità e durata al governo di un Paese da troppi anni caratterizzato da maggioranze ballerine e quindi facilmente cadenti. La tenacia di Renzi e il contemperamento tra le varie forze in causa, hanno consentito l’approvazione di una legge elettorale che risponde alle tante contraddizioni del Porcellum. Una soluzione gradita anche all’Europa e che si configura come una soluzione moderna, al passo con i sistemi delle più grandi potenze europee.

CONTRARIO

La nuova legge elettorale non risolve le problematiche evidenziate dalla Consulta con la pronuncia di incostituzionalità. Diversi i punti deboli e gli ostacoli frapposti nel suo iter di approvazione. Una battaglia di Renzi contro le opposizioni e lo stesso Partito Democratico, spesso spaccato e con una minoranza che ha dichiarato sin da subito guerra alla politica del suo leader. Particolarmente aspra la posizione del M5S che ha sottolineato anche gli errori nel testo dell’Italicum.

 
02

Un premio di maggioranza significativo che regala stabilità e governabilità al Paese. Un passo importante anche in ottica europea

FAVOREVOLE

Il premio di maggioranza robusto al partito vincente è visto in un’ottica di riduzione degli stessi partiti, numerosi e troppo eterogenei all’interno di una stessa coalizione. Si ovvia dunque ad una delle problematiche principali delle precedenti elezioni. Viene eliminata l’incertezza, garantendo un’attività agevole per l’esecutivo che si insedia. Dopo l’esito del referendum il Pd si dimostra aperto ad apportare eventuali modifiche

CONTRARIO

Il premio di maggioranza definito dall’Italicum è troppo alto e non garantisce quella rappresentanza necessaria in ogni democrazia. Inoltre è riferita ai partiti e non alla coalizione e dunque si assisterà ad un accaparramento di possibili voti tramite alleanze strategiche e alquanto improbabili. I piccoli partiti sono tagliati fuori dalla scena politica e con loro tutte le istanze dei cittadini che non si sentono rappresentati dai grandi partiti in scena.
Dopo il risultato referendario si paventano dunque diverse alternative possibili.

 
03

L’Italicum corregge gli errori della precedente legge elettorale dichiarata incostituzionale ed è perfettamente aderente alla Carta Costituzionale

FAVOREVOLE

La nuova legge elettorale interviene laddove il Porcellum ha fallito: garantire governabilità al Paese attraverso un premio di maggioranza consistente. Le pregiudiziali sollevate dalle opposizioni in fase di approvazione sono state tutte bocciate quindi non si teme una pronuncia negativa della Corte Costituzionale.

CONTRARIO

L’Italicum è ormai alla resa dei conti visto che si avvicina la pronuncia della Corte Costituzionale. In passato, le quattro eccezioni di pregiudizialità, sono state rigettate grazie alla cortina eretta da Pd e Forza Italia, adesso non ci sono più scuse per una pronuncia di incostituzionalità sulla scia del Porcellum.

 
04

L’Italicum è pensato solo per la Camera perché prevede l’abolizione del Senato dove si formano maggioranze meno stabili. La scelta va difesa

FAVOREVOLE

L’Italicum prevede maggioranze forti per garantire governabilità al Paese e configura un sistema utilizzabile solo per la Camera dei Deputati. La sua approvazione era propedeutica ad un’abolizione del Senato che poi non è stata attuata per la vittoria del No al Referendum. I fautori della nuova legge elettorale difendono però la bontà delle proprie scelte.

CONTRARIO

Dopo la larga vittoria del No al referendum non si può più continuare ad andare avanti con questa legge elettorale. Urgono cambiamenti che consentano di andare a votare con la stessa legge elettorale sia alla Camera che al Senato. Prevedere l’Italicum solo per la Camera si è rivelato un azzardo che non ha pagato. Diverse sono ora le ipotesi ventilate dalle varie parti politiche.

 
05

L’Italicum porta novità di rilievo come capilista bloccati, soglia di sbarramento al 3% e pluricandidature, frutto del contemperamento tra le parti

FAVOREVOLE

L’Italicum è frutto di un lungo e travagliato percorso volto al contemperamento delle istanze delle parti in causa. Il testo originario è oggetto di discussione e modifiche ma capilista bloccati e soglia di sbarramento non sono questioni rilevanti ai fini della governabilità.

CONTRARIO

Le opposizioni e la minoranza Pd non hanno mai digerito il discorso dei capilista bloccati. Vengono penalizzati i piccoli partiti e viene inferto un duro colpo alla rappresentatività delle varie istanze del popolo. Occorrono accorgimenti o si deve andare a votare con un’altra legge elettorale.

 
06

La parità di genere è garantita sia nell’indicazione delle preferenze che nella composizione delle liste. Un passo importante che ha unito praticamente tutti

FAVOREVOLE

La parità di genere rappresenta una conquista importante della maggioranza. Dopo le prime bocciature dei vari emendamenti, il testo definitivo dell’Italicum prevede parità di genere per preferenze e composizione delle liste.

CONTRARIO

Parlare di parità di genere ancora oggi rappresenta un passo indietro clamoroso. Dovrebbero essere gli stessi partiti a garantire una composizione mista, non deve essere demandato un principio tanto logico quanto democratico ad un nuovo progetto di legge elettorale.

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