Tetto al contante

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

Il 20 novembre 2015 è stato approvato in prima lettura al Senato della Repubblica il Disegno di legge 25 ottobre 2015, n. 2111 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (Legge di stabilità 2016), già licenziato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 15 ottobre 2015. Nell’attesa dell’approvazione definitiva, uno dei punti del provvedimento che fa più discutere riguarda la modifica della disciplina sulla circolazione del contante, contenuta nell’art. 46 della Legge di Stabilità 2016, che prevede l’innalzamento a euro tremila del limite delle transazioni in carta moneta (limite attualmente fissato a euro mille, giusta la previsione del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, c.d. decreto "Salva Italia", convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214).Allo stato attuale, è dunque possibile effettuare pagamenti in contanti sino alla soglia massima di 999,99 euro essendo sanzionato il trasferimento, tra soggetti diversi, di denaro per importi pari o superiori ai 1.000 euro.

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Il tetto al contante uccide il mercato

FAVOREVOLE

C’è chi di fronte alla scelta governativa (appoggiata dal Senato) di innalzare la soglia di utilizzo del denaro contante ha scritto: “I dati sui cambiamenti nelle abitudini di pagamento delle famiglie italiane indicano che il tetto al contante è una misura inutile” (Francesco Lippi, professore di economia, Il tetto al contante: tanto rumore per nulla, lavoce.info, 5 Dicembre 2015). Dunque, la permanenza della norma sulla circolazione del contante non comporta nessun effetto positivo sulla crescita dei consumi.

CONTRARIO

Nelle intenzioni del governo il provvedimento sulla circolazione del contante assolve all’ “esigenza di garantire una maggiore fluidità nelle transazioni effettuate quotidianamente per il soddisfacimento di bisogni di stretto consumo” (art. 46, disegno di legge n. 2111 del 2015). Ne è convinto anche il presidente dei deputati di Area popolare (Ncd-Udc) alla Camera, Maurizio Lupi, che, in un nota del 13 ottobre 2015, afferma: “Questa è una misura che riteniamo fondamentale per contribuire a incentivare i consumi e favorire così la crescita e la ripresa, e che conferma inoltre la nostra attenzione verso cittadini e commercianti”.

 
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L’innalzamento del limite all’uso del contante è un regalo agli evasori fiscali

FAVOREVOLE

L’accusa mossa al governo dalla parte contraria all’inserimento nella Legge di Stabilità della norma sulla circolazione del contante è quella di frenare la lotta all’evasione fiscale, rendendo meno tracciabili i pagamenti. Gli oppositori sostengono che i tremila euro non servono a riempire il carrello della spesa, ma piuttosto agevolano le operazioni non controllabili dagli organi preposti.
L’equivalenza è che chi utilizza in via principale contante ha una condotta non trasparente per via di qualcosa da nascondere.
Nella petizione Renzi non farlo: la soglia di 3.000 euro per l’uso del contante è un regalo agli evasori, promossa dalle associazioni Libera e Gruppo Abele sul portale anticorruzione “riparte il futuro”, è riassunto il timore verso nuove forme di economia sommersa. Le associazioni scrivono: “Portare l’uso del contante a 3.000 euro è un errore, perché non farà aumentare i consumi e renderà invece più semplice mettere in circolazione denaro proveniente dall’economia sommersa, dando un segnale di cedimento di fronte all’enorme problema dell’evasione fiscale. Quando mai la gente comune va al mercato con 3.000 euro in tasca?”

CONTRARIO

In risposta alle critiche mosse dagli oppositori dell’innalzamento del limite all’utilizzo del contante, i rappresentanti del Governo si affrettano a smentire le voci su una possibile interferenza tra l’uso della cartamoneta e la realizzazione di condotte illecite di riciclaggio e di evasione fiscale. Il 28 Ottobre 2015, il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso del Question Time in diretta su Rai.tv, chiarisce la sua posizione sull’impatto della nuova disciplina nell’ordinamento italiano e, rispondendo all’interrogazione del deputato Giovanni Paglia, capogruppo Sel in commissione Finanze alla Camera, dichiara: “Non esiste correlazione, a mia conoscenza, tra il livello del limite e il grado di estensione dell’economia sommersa”.

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