Vegetarianismo

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

Negli ultimi anni la percentuale di italiani che hanno scelto una dieta vegetariana o vegana è aumentata. Questo ha richiesto un approfondimento della questione dal punto di vista non solo salutista ma anche etico. Medici, scienziati, ma anche filosofi e ambientalisti offrono le loro ragioni a favore – o contro – questa scelta.
Le argomentazioni che gli autori adducono per sostenere le proprie tesi si interrogano sulla necessità, o meno, di una dieta onnivora per l'essere umano, valutando le necessità nutrizionali, anche nel caso dell'alimentazione dei bambini, e gli eventuali vantaggi o pericoli in termini di salute che una dieta vegetariana potrebbe produrre.
Il versante prettamente etico della questione risponde, invece, alla domanda circa la legittimità morale di cibarsi di animali, anch'essi “soggetti di diritto” e capaci di soffrire secondo gli animalisti.
Queste questioni sottendono l'adesione – o meno – all'idea che l'uomo sia naturalmente portato a cibarsi di carne, e dunque che la sua alimentazione debba essere necessariamente onnivora. Queste premesse non sono condivise da coloro i quali rintracciano nella natura stessa la loro confutazione, oppure che rifiutano di ricercare nella natura il fondamento dell'azione umana.
La forte sensibilità dell'opinione pubblica sull'argomento sollecita la nascita di associazioni e comitati, così come si può notare la proliferazione di pubblicazioni editoriali sul tema.

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01

Il vegetarianismo è una scelta etica

FAVOREVOLE

Il vegetarianismo è un obbligo etico moralmente fondato. Il pregiudizio antropocentrico, secondo cui l'uomo ha maggiore dignità tra le specie, è contrastato dall'antispecismo. Se lo specismo discrimina gli esseri viventi in base alla specie a cui appartengono, per gli antispecisti gli “animali non umani” sono soggetti morali. Il fine dell'emancipazione animale, è sostenuto da due correnti di pensiero: la prima di tipo utilitaristico, che fa capo a Peter Singer, per cui abbiamo degli obblighi morali verso gli animali in quanto anch'essi “sanno soffrire” e nell'azione morale in senso utilitaristico va tenuto conto anche del loro interesse, e una di tipo giusnaturalistico, portata avanti da Tom Regan, per cui gli animali sono soggetti di diritto in quanto “soggetti-di-una-vita”.

CONTRARIO

Non è esatto affermare che mangiare carne non è eticamente corretto. Il discrimine che distingue una scelta alimentare etica da una discutibile, risiede nelle modalità di trattamento dell'animale. Una scelta è etica se rispetta l'integrità dell'ambiente e del circolo biotico, pertanto in base a questo principio può considerarsi etico un tipo di agricoltura o di allevamento biologico o, al contrario non etica un’alimentazione frutto di prodotti provenienti dall'industria – sia animale che agricola – che non rispetta i cicli della natura.

 
02

La dieta vegetariana ha buoni effetti sulla salute, prevenendo malattie cardiovascolari, alcuni tipi di tumore e altre malattie diffuse

FAVOREVOLE

Una dieta a base di alimenti vegetali svolge un'azione protettiva nei confronti di malattie cardiovascolari, diabete e tumori. È scientificamente provato che un alto tasso di grassi animali nella dieta è la causa primaria delle malattie legate all'obesità che, a loro volta, favoriscono l'insorgenza di tumori. I fattori coinvolti riguardano l'indice di massa corporea, il colesterolo, l'ipertensione, la sindrome metabolica, la insulino resistenza e i IGF-1 (ormoni legati ai fattori di crescita).
Nel particolare il consumo di carne rossa è associata allo sviluppo di tumori del tratto gastrointenstinale. Invece i prodotti vegetali contengono sostanze che possono svolgere azione preventiva nei confronti di tumori e altre malattie.

CONTRARIO

Non esiste una correlazione accertata tra una dieta che comprende carni e l'insorgenza di malattie, specialmente di tumori. In realtà il fatto che i vegetariani sembrano avere un livello di salute migliore non dipende dall'assenza di carne ma dal livello socio-culturale di chi fa questa scelta, e dunque dalla maggiore attenzione a ciò che si mangia, all'attività fisica e alla eliminazione di vizi dannosi. Al contrario, invece, ci sono degli studi che dimostrano la maggiore incidenza di allergie e disturbi di ansia o depressione nei vegetariani, nonché di alcuni tumori.

 
03

Una dieta a base di carne offre tutti i nutrienti, in termini di vitamine e proteine, che sarebbero carenti in una dieta vegetariana

FAVOREVOLE

Le diete vegetariane garantiscono il giusto apporto di proteine e vitamine. Una dieta bilanciata e opportunamente programmata consente di assorbire i nutrienti contenuti nei cibi vegetali. Nonostante il ferro dei vegetali sia di difficile assimilazione, una accortezza nel limitare i cibi che contribuiscono a inibirne l'assorbimento, unita alle grandi quantità di vitamina C presenti nella dieta vegetariana, ne garantiscono il pieno assorbimento. Le potenziali carenze di calcio dall'alimentazione sono bilanciate dalla capacità di trattenere il calcio assorbito, che, nelle diete ricche di proteine animali, viene invece eliminato tramite le urine. Il punto più problematico, la vitamina B12, può essere integrata nei vegetariani tramite la soia o con integratori e cibi fortificati.

CONTRARIO

Le diete vegetariane sono ad alto rischio di carenze alimentari. Nel particolare l'assenza di vitamina B12 – prodotta esclusivamente da animali – causa danni notevoli. Un'altra carenza fondamentale è quella dei grassi omega 3.
La carenza di proteine che un'alimentazione priva di carne produce, non è sopperibile con l'assunzione di cibi vegetali.

 
04

Le diete vegetariane e vegane non sono adatte per le donne in gravidanza e per la crescita dei bambini

FAVOREVOLE

Una dieta vegetariana per le donne in gravidanza copre il fabbisogno nutritivo, con le accortezze di integrare laddove necessario vitamina B12 e ferro. Durante l'allattamento si è constatato che il latte di una madre vegana è nutrizionalmente adeguato al bambino e, in aggiunta, presenta un rischio minore di contaminazione da parte di agenti chimici.
Alla nascita, un neonato nato da madre vegana ha le stesse condizioni di un neonato nato da una madre alimentata con carne e derivati. Una educazione alimentare vegetariana per i bambini comporta notevoli vantaggi nella formazione delle abitudini alimentari e nella salute dei bambini, solitamente più magri dei bambini che mangiano grassi animali.

CONTRARIO

Le donne in stato di gravidanza e i bambini in fase di crescita hanno bisogno di un apporto maggiore di proteine e vitamine che non può essere fornito esclusivamente con i cibi vegetali. Nel particolare nell'alimentazione vegetariana di un bambino dovrebbe essere quantomeno presente la soia – alimento che possiede caratteristiche simili alle proteine della carne – ma che potrebbe avere effetti molto negativi sui bambini. Una dieta vegana, invece, è totalmente sconsigliata in quanto le carenze nutrizionali potrebbero portare problemi ai bambini, quali rachitismo, malnutrizione, ritardi nella crescita psicomotoria.

 
05

L'uomo mangia carne “per natura”

FAVOREVOLE

Un importante testo di anatomia comparata si occupa di analizzare gli apparati prevalentemente coinvolti nell’alimentazione (muscoli facciali, denti, apparato digerente). Comparando le conformazioni anatomiche di erbivori, carnivori, onnivori e uomini si riscontra che le caratteristiche umane sono simili in tutti i casi a quelle degli animali erbivori, e dunque la composizione morfologica del corpo umano lo rende un animale erbivoro.

CONTRARIO

La conformazione morfologica dell'uomo (conformazione dei denti) ne confermano la natura eminentemente onnivora. L'alimentazione carnivora è, per l'uomo,  la più naturale. Inoltre studi di antropologi hanno dimostrato che l'ingresso della alimentazione carnivora nell'evoluzione della specie umana ha permesso lo sviluppo degli organi che lo distinguono dalle altre specie animali, tra cui il cervello.

 
06

Il vegetarianismo è una scelta ecologica

FAVOREVOLE

Le abitudini e le scelte alimentari hanno un impatto rilevante sull'ecosistema. L'allevamento e la produzione di carne, per rispondere alle richieste del mercato, comportano elevati rischi per l'ambiente almeno per due ordini di questioni: la prima che riguarda l'emissione di gas (gas serra, anidride carbonica e metano) e l'inquinamento ambientale – e dunque l'incidenza negativa sul cambiamento climatico – la seconda circa la grande quantità di acqua utilizzata a fronte della scarsità di questo bene. Si è stimato che le produzioni animali inquinino quanto, se non di più, delle emissioni delle automobili. Gli studi dei centri di ricerca sul cambiamento climatico e sulla salute del pianeta prevedono che ai fini di conservare le riserve d'acqua e riuscire a produrre cibo almeno fino al 2050 sarà necessario eliminare – o quantomeno ridurre al minimo – l'alimentazione carnivora

CONTRARIO

I dati provenienti dai rapporti della FAO e riportati dalla LAV non sono attendibili. Sono, invece, frutto di luoghi comuni non scientificamente provati. Altre ricerche dimostrano esattamente il contrario, e cioè che l'allevamento intensivo non è fonte di inquinamento, e che l'Italia è il paese dell’Unione Europea che emette la minor quantità di anidride carbonica nell'atmosfera.

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