Nr. 278
Pubblicato il 29/02/2024

Navalny si è battuto per la democrazia in Russia

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

Aleksei Navalny è stato un blogger e attivista politico russo. Nasce nel 1976 a Butyn, una piccola cittadina a ovest di Mosca. Fa parte fino al 2007 del partito filo-occidentale Jabloko e fonda poi il movimento Narod (Popolo), nelle cui fila guida le manifestazioni di dissidenza contro l’autoritarismo di Vladimir Putin. Nel 2008 lancia un blog che riscuote un enorme successo, in cui si occupa di politica e racconta episodi di corruzione sul territorio russo. Dopo una serie di arresti, un tentativo di avvelenamento subito e diversi processi, viene condannato a 19 anni di reclusione e trasferito, intorno alla fine del 2023, a Charp, in una colonia penale a 40 chilometri dal circolo polare Artico, chiamata IK-3. Il 16 febbraio 2024 muore all’interno del carcere siberiano.


IL DIBATTITO IN 2 MINUTI:

01 - Navalny non era un democratico, ma un nazionalista xenofobo e di estrema di destra

Per alcuni opinionisti è sbagliato presentare Navalny come un oppositore di Putin, perché era solo un elemento di disturbo al soldo degli interessi del mercato occidentale.

Nella maggioranza dei Paesi occidentali Aleksei Navalny era considerato uno dei massimi oppositori politici del regime di Putin, che ha dato la vita per i suoi ideali di democrazia e di libertà.

02 - Putin è responsabile della morte di Navalny

Tutti i leader dei Paesi europei hanno condannato pubblicamente il trattamento disumano riservato a Navalny negli anni di detenzione.

Navalny avrebbe accusato un malore dopo la passeggiata, perdendo i sensi quasi immediatamente.

 
01

Navalny non era un democratico, ma un nazionalista xenofobo e di estrema di destra

FAVOREVOLE

Gran parte della politica e dell’opinione pubblica dei Paesi occidentali considera Aleksei Navalny uno dei massimi oppositori politici del regime di Putin, che ha dato la vita per i suoi ideali di democrazia e di libertà. Per Andrea Gullotta, presidente di Memorial Italia, associazione Premio Nobel per la pace, Navalny è stata l’unica persona capace di rappresentare un’idea di Russia diversa. Don Stefano Caprio, docente di Storia, Filosofia, Teologia e Cultura russa, ha definito Navalny un personaggio popolare molto amato e in grado di catalizzare il malcontento per la corruzione del regime. Anche l'eurodeputato del gruppo PPE Andrius Kubilius sostiene che Navalny si sia battuto contro la corruzione, in nome della libertà e degli ideali democratici. Secondo il dissidente russo Leonid Gozman, Navalny è da considerare “un eroe di tipo antico”, che ha anteposto gli ideali democratici e la dignità alla sua stessa vita.

CONTRARIO

Molti detrattori accusano Navalny di estremismo, nazionalismo e xenofobia, e criticano la strumentalizzazione della sua figura da parte dell’Occidente, che lo erge a paladino delle libertà e della democrazia. Tra questi c’è Ilya Matveev, ricercatore e professore di Economia politica a San Pietroburgo. Anche lo scrittore moldavo Nicolai Lilin considera totalmente distorta l’immagine che l’Occidente ha di Navalny. Secondo Lilin, è sbagliato presentarlo come un oppositore di Putin, perché era solo un elemento di disturbo al soldo degli interessi del mercato occidentale. Una lettura simile la fornisce il filosofo Diego Fusaro sul “Giornale d’Italia”. Per Fusaro, Navalny non era il paladino delle libertà e della democrazia come “aveva provato a dipingerlo con zelo l’occidente atlantista”. Navalny ha un passato politico pieno di ombre, caratterizzato dalla vicinanza ad ambienti di estrema destra e xenofobi. Secondo il giornalista filorusso Amedeo Avondet, Navalny “era un turbatore dell’ordine sociale su mandato degli Stati Uniti. Anche il capodelegazione sammarinese all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, Marco Nicolini, ha ricordato le posizioni nazionaliste e xenofobe di Navalny.

 
02

Putin è responsabile della morte di Navalny

FAVOREVOLE

I Paesi occidentali hanno reagito con sdegno alla notizia della morte di Navalny, avvenuta nella colonia penale IK-3. Tutti i leader dei Paesi europei hanno condannato pubblicamente il trattamento disumano riservato a Navalny negli anni di detenzione. Tra questi la presidente della Commissione europea, Ursula von der Layen, il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente della Lettonia, Edgars Rinkevics. Secondo il presidente del Gruppo PPE al Parlamento europeo, Manfred Weber, la morte di Navalny mette a nudo il vero volto della dittatura russa. Anche Rasa Juknevičienė, vicepresidente del gruppo PPE per gli Affari esteri, ha accusato Putin dell’omicidio del dissidente. Per Dmitry Muratov, redattore capo di “Novaya Gazeta”, la morte di Navalny è legata alle condizioni estreme della sua detenzione. Secondo la politologa russa Ekaterina Shulman, si tratta di un omicidio commissionato da Putin, dettato dal timore di interferenze nella campagna elettorale e nelle elezioni. Il quotidiano britannico “The Times” ha pubblicato un articolo in cui sostiene che Navalny sia stato ucciso con un pugno al cuore, una tecnica usata dagli agenti delle forze speciali dell'ex Kgb.

CONTRARIO

Secondo la versione diffusa dai media russi, Navalny avrebbe accusato un malore dopo la passeggiata, perdendo i sensi quasi immediatamente. Sulla morte del dissidente è intervenuto il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, invitando le nazioni occidentali a non interferire negli affari interni della Russia. Sono poi iniziate a circolare alcune teorie che accusano Stati Uniti e Occidente della morte di Aleksei Navalny. Tra i sostenitori di queste tesi c’è il politologo Sergej Markov, ex consigliere del presidente, che ha rilasciato dichiarazioni allusive in tal senso. Secondo Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri, le accuse dell’Occidente contro la Russia sono da considerarsi come un’autoincriminazione. Per Margarita Simonjan, a capo della testata “RT”, a trarre vantaggio dalla morte di Navalny sarebbero i Paesi occidentali nemici della Russia. Anche la scrittrice ed ex ambasciatrice Elena Basile crede che Navalny non sia stato ucciso su mandato di Putin, in quanto la sua morte si presta ad essere strumentalizzata e sfruttata dalla propaganda occidentale. Tra i partiti italiani, la Lega ha mantenuto una posizione garantista, evitando di condannare pubblicamente Putin per la morte del dissidente. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha dichiarato che saranno i giudici e i medici a determinare le cause della morte.

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