L’Italia è un paese in declino

L’“irreversibilità” del declino italiano rappresenta uno dei temi centrali del dibattito pubblico negli ultimi anni. Alla visione di un paese destinato alla decadenza se ne contrappone un’altra, basata sulla speranza e sulla valorizzazione delle risorse del paese.

TESI FAVOREVOLI

TESI CONTRARIE

01 - La rinascita dell’Italia ha per condizione la fondazione della “Terza Repubblica”

Negli anni di Tangentopoli, le inchieste giudiziarie e la crisi economica, portarono al crollo della Prima Repubblica. Ciò non segnò una rinascita delle istituzioni democratiche, anzi, sarebbe diminuita ancora la credibilità, come provano l’astensionismo e l’ascesa dell’anti-politica. L’interprete più significativo di questo sentimento è Antonio Di Pietro, ex magistrato di punta di “Mani pulite”.

L’Italia, dopo gli scandali di Tangentopoli, vede la possibilità di una ripresa. Sussiste l’esigenza di un riscatto italiano. Matteo Renzi ha infatti dichiarato: “Abbiamo la gamba, l’energia e la grinta per reggere anche la salita [...] stavolta cambiamo perbene”, facendosi interprete di un messaggio di volontà di cambiamento e di riscatto del paese.

02 - La crisi economica condanna l’Italia ad una recessione senza speranza

Ribattezzata “Grande Recessione” dal Wall Street Journal, la crisi internazionale ha avuto ripercussioni anche in Italia, dove la crisi è stata accentuata da una serie di fattori (elevato debito pubblico, scarsa crescita economica). Da questi dati sono dipesi i commenti negativi sul futuro del paese, tra i quali, quelli di Romano Prodi e Wolfgang Munchau.

Il premier Renzi ha dichiarato al “Financial Times”: “Porteremo l’Italia fuori dalla crisi: l’Italia ha un grande futuro, le finanze italiane sono sotto controllo e continueremo a ridurre le tasse”. Anche Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat-Chrysler, conferma piena fiducia nelle risorse del paese, pur dichiarandosi incerto sui tempi di uscita dalla crisi.

03 - Qualità e bellezza per l’Italia sono la chiave per il rilancio del prestigio italiano nel mondo

L’Italia vista dall’estero è lontana dall’immagine che per decenni ha incarnato bellezza e qualità. Già prima della crisi, Richard Owen dipingeva l’Italia come un paese “vecchio e povero”, dove “gli standard di vita sono più bassi rispetto a quelli della Spagna”. Stesso giudizio espresse Ian Fisher, parlando di un paese “ormai vittima di una depressione collettiva, economica, politica e sociale”.

Nonostante la crisi economica, l’Italia resta nella percezione comune quel “giardino d’Europa” in cui trionfano l’arte e la bellezza, il buon cibo e l’esaltazione della qualità, e resiste come “il Paese più bello e interessante del mondo”. La crisi che ha coinvolto tutta l’Europa non ha scalfito l’immagine di un’Italia considerata “concentrato di bellezze naturali, artistiche e culturali”.