L’Italia è un paese in declino

L’“irreversibilità” del declino italiano rappresenta uno dei temi centrali del dibattito pubblico negli ultimi anni. Alla visione di un paese destinato alla decadenza se ne contrappone un’altra, basata sulla speranza e sulla valorizzazione delle risorse del paese.

TESI FAVOREVOLI

TESI CONTRARIE

01 - I postumi della crisi economica condannano l’Italia a una ripresa troppo lenta e quindi insufficiente

Le problematiche del lavoro irrisolte sono molteplici: il record dei NEET in Italia, i cervelli in fuga, la sovra-qualificazione del lavoro rispetto agli studi svolti, la precarietà e le basse retribuzioni. Questi sono i segnali di un paese in declino, e la crisi economica ha solo accelerato questo processo, già in atto da almeno 15 anni.

Nel 2017 in Italia è iniziata una ripresa economica che riguarda occupazione, consumi e investimenti privati, spinti anche dal pacchetto di incentivi Industria 4.0. Molti sono i settori del Made in Italy coinvolti nella crescita economica in corso. Emerge la piena ripresa del PIL del Nord e del Sud Italia, solo il Centro Italia arretra leggermente. Impossibile, quindi, negare la ripresa economica.

02 - La ripresa economica è già in atto, a prescindere dall’esito elettorale

Per molti analisti, il tramonto della Prima Repubblica non segna una rinascita delle istituzioni. L’intero sistema sarebbe precipitato in un’ulteriore perdita di credibilità, come provano l’astensionismo e l’ascesa dell’“anti-politica. L’instabilità politica unita a una fragile ripresa economica evidenziano un declino che ha origini nel divario tra Nord e Sud d’Italia.

Matteo Renzi si è fatto interprete di un messaggio orientato alla speranza e al cambiamento, incarnando la volontà di riscatto del paese. Le sue dimissioni dalla presidenza del Consiglio e l’ascesa al potere di Gentiloni non hanno inficiato la ripresa economica in atto, consolidatasi nel corso dal 2017. Le elezioni del 4 marzo 2018 non danneggeranno l’andamento positivo dell’economia.

03 - Qualità e bellezza per l’Italia sono la chiave per il rilancio del prestigio italiano nel mondo

L’Italia vista dall’estero è lontana dall’immagine che per decenni ha incarnato bellezza e qualità. Già prima della crisi, Richard Owen dipingeva l’Italia come un paese “vecchio e povero”, dove “gli standard di vita sono più bassi rispetto a quelli della Spagna”. Stesso giudizio espresse Ian Fisher, parlando di un paese “ormai vittima di una depressione collettiva, economica, politica e sociale”.

Nonostante la crisi economica, l’Italia resta nella percezione comune quel “giardino d’Europa” in cui trionfano l’arte e la bellezza, il buon cibo e l’esaltazione della qualità, e resiste come “il Paese più bello e interessante del mondo”. La crisi che ha coinvolto tutta l’Europa non ha scalfito l’immagine di un’Italia considerata “concentrato di bellezze naturali, artistiche e culturali”.