Il bullismo è aggravato dalla diffusione dei social network

TESI FAVOREVOLI

TESI CONTRARIE

01 - Occorrono provvedimenti più severi in famiglia e nelle scuole e un’attenta educazione digitale

La recente ondata di atti di bullismo ai danni dei docenti fa emergere una realtà ormai indubbia: la scuola non è abbastanza severa con i ragazzi, non sanziona abbastanza la cattiva condotta. La famiglia poi lascia troppe libertà.

Anche gli approcci condivisi tra scuola, famiglia e istituzioni hanno finora fallito nella lotta al bullismo. I social media creano ulteriori problemi ancora non del tutto decifrati in un’Italia ancora troppo ancorata alla tradizione. Il corretto intervento deve avvenire su un piano psicologico e sociologico.

02 - Bisogna evitare di confondere il bullismo con semplici episodi di disturbo giovanile ed evitare allarmismi

Anche semplici episodi di disturbo giovanile possono essere l’anticamera per forme di bullismo. Bisogna quindi stare attenti a questi segnali, non minimizzare e denunciare quando si hanno elementi sufficienti per farlo.

Bullismo e violenza non sono sinonimi. Esistono episodi di violenza che non possono essere classificati come bullismo, che manifestano un disagio giovanile fisiologico e dunque non allarmante.

03 - Il bullismo è frutto delle condizioni sociali e non delle nuove tecnologie, l’aggressività è direttamente proporzionale al ceto sociale

Il bullismo e l’aggressività dipendono dalla posizione sociale ricoperta dal protagonista dell’offesa. Episodi allarmanti si verificano infatti solo in particolari situazioni, ben circoscritte, in luoghi ad alto disagio sociale.

04 - I social network rappresentano una zona franca dove i colpevoli hanno vita facile. Occorre un approccio preventivo e un intervento sinergico

Sulle piattaforme online il bullo può sbizzarrirsi perché non ha catene, non ha limiti di tempo e spazio, in una rete dove peraltro è difficile trovare anche una regolamentazione omogenea. Arrivare dopo è difficile, bisogna prevenire con interventi diffusi di educazione e formazione.

Non è tanto importante il tempo dell’intervento, quanto la valutazione del bullismo da un punto di vista psicologico e sociologico. Il fenomeno è datato ed è meno complesso di quello che i media vogliano far apparire. I numeri non sono così allarmanti come si vuol far credere.

05 - I social network incidono sul fenomeno del bullismo e lo aggravano, configurando nuove fattispecie difficili da controllare

Internet e le piattaforme in esso presenti aggravano il fenomeno del bullismo e contribuiscono alla creazione di nuove forme di violenza, prevalentemente psicologica. Amplificano i tratti del carattere del bullo e rendono necessaria una vera e propria educazione digitale volta ad informare i ragazzi sulle virtù e sui rischi della navigazione on-line.