Alimenti a base di insetti (Novel food)

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

Con il Regolamento (UE) 2015/2283, entrato in vigore il I gennaio 2018, il Parlamento Europeo approva le nuove regole per l'introduzione e la vendita di nuovi alimenti destinati alle nostre tavole, i cosiddetti Novel food, una categoria alimentare sulla quale non si legiferava da quasi 20 anni e nella quale sono inclusi anche gli insetti interi o parti di essi.
Il provvedimento fa molto discutere sotto diversi punti di vista. Il primo ostacolo è di ordine culturale: gli insetti, infatti, sono lontani dalla cultura alimentare italiana e, in generale, da quella europea.
Altri interrogativi riguardano l'aspetto sanitario, ovvero la valutazione dei metodi di produzione, della provenienza e tracciabilità degli insetti, spesso provenienti da paesi extra Ue.
Le controversie sul tema non riguardano solo valutazioni di tipo salutistico-nutrizionale, ma anche la sostenibilità ambientale di tali prodotti e il loro impatto economico, ovvero la potenzialità del mercato alimentare degli insetti di diventare un business e creare nuovi posti di lavoro.

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L’impiego di insetti nel settore alimentare offrirebbe una valida alternativa all'insostenibilità ambientale degli allevamenti animali

FAVOREVOLE

Al momento l’80% della superficie agricola è destinata a foraggi e alimenti per animali. Gli allevamenti sono responsabili di circa il 20% delle emissioni di gas serra globali (maggiore che per le automobili).
Gli insetti possono nutrirsi di scarti organici (cibo e deiezioni, compost e liquami animali) e possono trasformarli in proteine di alta qualità a loro volta utilizzabili per l’alimentazione animale.
In media, gli insetti possono convertire 2 Kg di cibo in 1 Kg di massa, laddove un bovino necessita 8 Kg di cibo per produrre l’aumento di 1 Kg di peso corporeo.
La produzione di gas serra da parte della maggioranza degli insetti è più bassa di quella del bestiame convenzionale (ad es. i suini producono 10-100 volte più gas serra per kg di peso di quello prodotto dai vermi della farina).
Gli insetti, inoltre, utilizzano meno acqua del bestiame convenzionale.

CONTRARIO

Non abbiamo informazioni sufficienti sulla collocazione di cui necessitano gli allevamenti di insetti a scopo alimentare (quali zone, quantità di area da occupare). Né alcuna garanzia certificata sugli effetti e sulle conseguenze che l'introduzione degli insetti nel settore alimentare potrebbe comportare per l'ambiente.

 
02

Quello degli insetti in campo alimentare è un nuovo business in grado di creare economia e posti di lavoro sia nei paesi poveri che in quelli più sviluppati

FAVOREVOLE

La natura ecofriendly, leggera e semplice degli insetti come alimento rappresenta un'opportunità da sfruttare nel settore agro-alimentare. L'Italia dovrebbe provare a entrare da protagonista in questo nuovo business, con incentivi adeguati per lo sviluppo di allevamenti e di industrie di trasformazione.
In generale, l'ingresso degli insetti nel mercato alimentare offrirà una scelta più ampia di prodotti alimentari ai consumatori e un contesto più favorevole affinché l’industria agroalimentare (secondo principale settore di impiego in Europa) possa beneficiare dell’innovazione: fattore positivo per la crescita e l’occupazione.
Le attività legate alla produzione alimentare di insetti possono fornire entrate in denaro con la vendita della produzione in eccesso in mercati emergenti. Oltretutto, la raccolta e l’allevamento di insetti può fornire opportunità imprenditoriali in economie sviluppate, di transizione e in via di sviluppo.

CONTRARIO

Non sei d'accordo con questa tesi?

Controbatti
 
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Gli insetti possono sostituire appieno le proteine, gli amminoacidi, i grassi e altre sostanze nutraceutiche prodotte in campo alimentare dalla carne animale

FAVOREVOLE

È ormai accertato che gli insetti forniscono proteine di alta qualità e amminoacidi nobili, grassi mono e polinsaturi, oltre ad altre sostanze nutraceutiche di vario genere. Essi sono inoltre particolarmente importanti come integratori dietetici per bambini sottonutriti, sono ricchi in fibre e micronutrienti quali rame, ferro, magnesio, manganese, fosforo, selenio e zinco.
Inoltre, grazie alla loro diversità biologica, sono potenziali ingredienti in innumerevoli preparazioni alimentari (farine, preparazioni liquide e solide), anche preparazioni e piatti più complessi (saporiti sapidi e dolci, primi e secondi piatti, pasticceria, alta cucina).

CONTRARIO

Nonostante presentino un elevato ricavo in termini di calorie e proteine per unità di peso, il beneficio legato al consumo alimentare di insetti è piccolo commisurato a quello di altri animali facilmente reperibili.
Così come nei paesi del Terzo Mondo, anche in quelli sviluppati una corretta alimentazione non può prescindere dalla realtà produttiva e culturale locale.

 
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Le modalità di allevamento e di produzione degli insetti in campo alimentare sono note e prive di rischi dal punto di vista igienico-sanitario

FAVOREVOLE

Le modalità di allevamento degli insetti sono già sufficientemente note. Oltre al Regolamento (UE) 2015/2283, entrato in vigore il I gennaio 2018, con cui il Parlamento Europeo approva le nuove regole per l'introduzione e la vendita di nuovi alimenti (tra cui gli insetti) destinati alle nostre tavole, anche il Ministero della Salute ha già disposto in merito alle corrette modalità di allevamento e produzione.
Ulteriore strumento di controllo a livello igienico-sanitario viene offerto dall'EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, che approfondisce sulla materia dal punto di vista scientifico.
Non sono noti casi di trasmissione all’uomo di malattie o parassiti causati dal consumo di insetti (laddove gli insetti vengono trattati nelle stesse condizioni sanitarie di qualsiasi altro cibo), e anzi, in confronto a mammiferi e uccelli, gli insetti presentano meno rischi di trasmettere zoonosi (malattia infettiva) all’uomo e al bestiame. Basta una corretta conservazione e il trattamento di cottura prima dell'utilizzo. Anche la presenza di residui chimici e contaminanti può essere controllata facilmente in allevamenti realizzati in ambienti e con razioni alimentari predefinite.

CONTRARIO

Gli insetti sono sempre stati, a buon diritto, sinonimo di sporcizia e poca igiene. Allevarli a scopo culinario appare un controsenso rispetto a quanto abbiamo finora sostenuto. Non abbiamo alcuna garanzia sulla loro sicurezza igienico-sanitaria. Sappiamo solo che provengono da luoghi nei quali ci sono stati molti allarmi per la sicurezza alimentare: la maggior parte degli insetti a scopo culinario infatti proviene da paesi extra Ue, come la Cina o la Thailandia, da anni ai vertici delle classifiche per numero di allarmi alimentari.
Risulta dunque abbastanza critica una valutazione sulla sicurezza di questi prodotti basata solo su aspetti culturali tradizionali di popolazioni molto diverse, in termini di storia e cultura del cibo, rispetto a quella dell’Unione europea e in particolare dell’Italia
Non c'è alcuna necessità di altro cibo, ma di cibo buono, naturale e sano.

 
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L'utilizzo degli insetti in campo alimentare è in grado di abbattere ostacoli culturali e può eliminare il problema della fame nel mondo

FAVOREVOLE

Gli insetti hanno sempre fatto parte della cultura alimentare occidentale e sono stati soppiantati solo di recente da altre tradizioni culinarie, sfatando di fatto il mito che il consumo alimentare di essi avvenga solo in casi di povertà e carestia.
In un futuro non troppo lontano è facilmente ipotizzabile che le nostre abitudini alimentari cambieranno in favore di un mondo in cui coloro che mangiano gli insetti saranno più numerosi rispetto ai consumatori di carne.
Uno degli aspetti più importanti è la possibilità di sconfiggere la fame nel mondo. Nel 2030 dovranno essere nutrite più di 9 miliardi di persone, assieme ai miliardi di animali allevati annualmente per l’alimentazione o per fini ricreativi, e la carne non sarà mai sufficiente come alimento. Gli insetti, invece, sono numerosi, si riproducono velocemente e sono facilmente allevabili; presentano un alto tasso di crescita e di conversione alimentare.
È sbagliato pensare che di colpo saremo costretti a mettere in tavola piatti di insetti. Piuttosto, bisogna considerare che la rivoluzione può iniziare dai mangimi e dalle farine producibili attraverso l'impiego di insetti.

CONTRARIO

È importante rispettare i diversi gusti delle popolazioni, consolidati sulla base di calcoli e vantaggi secolari. Ognuno è libero di mangiare ciò che vuole, ma imporre sulle tavole degli europei e degli italiani un cibo non appartenente alla loro cultura è qualcosa che va oltre.
Bisognerebbe piuttosto valorizzare e riconoscere i prodotti alimentari della tipicità e della tradizione europea e, nello specifico, del nostro Paese. Tutto ciò anche per raggiungere l'obiettivo di abbattere il problema della fame nel mondo.
Va inoltre tenuto conto della realtà che emerge dall'analisi effettuata dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenza (riportata nel comunicato stampa pubblicato l'8 dicembre 2017 sul sito della Confesercenti Modena): contrari ai Novel Food sono il 54% degli italiani, indifferenti il 24%, mentre ad essere favorevole solo il 16%”.

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