Fecondazione eterologa

TESI FAVOREVOLI

TESI CONTRARIE

01 - La fecondazione eterologa disumanizza la procreazione e apporta pericolosi elementi alla stabilità della coppia

La scelta di ricorrere alla fecondazione rappresenta un progetto di vita e di genitorialità condiviso, un atto d'amore che supera il mero dato genetico. Il richiamo alla naturalità genetica non è più il solo criterio valido per affrontare la genitorialità, ma piuttosto si predilige il rapporto di responsabilità e della scelta di diventare genitori di un figlio desiderato.

La famiglia, tradizionalmente intesa e basata sula naturalità dell'unione tra coniugi, viene disgregata permettendo la fecondazione eterologa. Il figlio non è più il frutto del rapporto di amore tra gli sposi ma il prodotto della tecnica medica che unisce, con siringhe e provette, ovociti e spermatozoi. a tecnica entra così prepotentemente nelle sfere più intime e sacre della vita.

02 - La fecondazione eterologa, attraverso la diagnosi preimpianto, avvia a pratiche di eugenetica e alla scelta del figlio migliore

La pratica della diagnosi preimpianto non rientra nell'ambito dell'eugenetica ma preserva la salute dei bambini che nasceranno dall'embrione impiantato evitando casi di malattie genetiche ereditarie. Il criterio della compatibilità su colore della pelle del nascituro, caratteristiche somatiche e gruppo sanguigno, è indispensabile per facilitare lo sviluppo psicologico e sociale del bambino.

La fecondazione eterologa è intimamente connessa all'eugenetica già presente nella volontà di sapere la razza del donatore ed evidente nelle diagnosi di preimpianto che permettono di scegliere quale embrione impiantare. L'accusa, proveniente sopratutto dal fronte cattolico, è quella di mercificare i gameti e rendere il figlio un prodotto del mercato.

03 - La fecondazione eterologa viola i diritti del nascituro di avere una famiglia tradizionale e di conoscere i dati anagrafici del genitore biologico

Le modalità di nascita del bambino non inficiano la struttura famigliare che si costituisce, se ci si emancipa dall'idea di genitorialità meramente biologica. La questione circa l'anonimato del donatore non viola il diritto alla conoscenza del bambino dei donatori ma rispetta, invece, la volontà di anonimato degli stessi. L'accesso ai dati genetici del donatore è possibile per necessità sanitarie.

La fecondazione per mezzo di un donatore pregiudica il riconoscimento dell'identità dei genitori e destabilizza il nascituro nella formazione della propria identità. L'anonimato non permette ai bambini, una volta cresciuti, di conoscere l'identità del genitore biologico. Questo viola il diritto dei nascituri di vivere in una famiglia in cui i ruoli e origini sono facilmente riconoscibili.

04 - La fecondazione eterologa è un diritto e non può essere vietata. L'abrogazione della legge che la proibiva è un progresso civile per il paese

La sentenza della Corte Costituzionale n.162 del 9 aprile 2014 dichiara illegittimi i commi della legge 40/2004 che vietano la fecondazione eterologa in quanto la formazione di una famiglia, che include la scelta di avere figli, è un diritto fondamentale della coppia. In caso contrario si assisterebbe a una discriminazione nei confronti delle coppie affette da sterilità.

La legge del 2004 che dichiarava illegittima la fecondazione eterologa era un argine alla “fecondazione selvaggia” e rispondeva alla volontà popolare, espressa nel referendum, e alla morale di matrice prevalentemente cattolica che su basi etico-religiose condanna la pratica della fecondazione assistita. Gli esponenti dei partiti prevalentemente del centro destra si richiamano a princìpi naturali.