Sacchetti biodegradabili: il pagamento è un deterrente contro l'uso eccessivo

Dal I gennaio 2018 è in vigore la legge di conversione del DL 2017 n. 91, che prevede che i sacchetti in uso nei negozi siano biodegradabili, compostabili e pagati dai consumatori. Le norme hanno sollevato critiche per il costo a carico del consumatore, per la non totale degradabilità e per la vicinanza del governo all’azienda di bioplastiche Novamont, principale produttrice dei nuovi sacchetti.

TESI FAVOREVOLI

TESI CONTRARIE

01 - La legge sui sacchetti biodegradabili è necessaria per limitare l’abuso di plastica usa e getta

Legambiente si è detta a difesa della nuova legge. Il direttore generale, Stefano Ciafani, ha spiegato che essa mira a limitare l’inquinamento da plastica. H affermato, inoltre, che il prezzo del sacchetto non è una nuova tassa, poiché questi si pagavano anche prima. Per il ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Gian Luca Galletti, la legge è un atto obbligato di civiltà ecologica.

I leader di centrodestra hanno accusato il governo guidato dal Pd di aver imposto una nuova tassa con i sacchetti bio a pagamento. Secondo Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, questa è l’ennesima tassazione firmata Partito Democratico. Stesse critiche sono arrivate dal segretario della Lega Nord, Matteo Salvini.

02 - La legge sui sacchetti bio è un regalo alla Novamont

Parte dell’opinione pubblica ha accusato il PD, e Matteo Renzi, di agevolare l’azienda Novamont. Alle accuse ha risposto Renzi con un post su Facebook, in cui definisce tali notizie banali fake news. In difesa della Novamont si è schierato anche Domenico Rossi, assessore piemontese del PD, Infine, è intervenuta Catia Bastioli, ad della Novamont, chiarendo i suoi rapporti con il PD e con Renzi.

Il 31 dicembre 2017 alcune testate hanno diffuso la notizia secondo cui la legge avvantaggerebbe l’azienda Novamont, vicina a Renzi e al PD, perché unica produttrice in Italia della materia prima per i nuovi imballaggi. Inoltre, i nuovi sacchetti rischierebbero di essere scartati dagli impianti di compostaggio per i lunghi tempi di degradazione e per i disagi che creano ai macchinari.