Alternanza scuola-lavoro

L'alternanza scuola-lavoro, prevista da "La Buona Scuola" per il triennio delle superiori, vuole stabilire un contatto fra giovani e mondo del lavoro, facendo acquisire loro competenze ed esperienze. Molti si sono detti favorevoli, poiché utile contro la disoccupazione, altri si sono opposti, affermando che così com’è stata recepita in Italia, costituisce uno sfruttamento lavorativo.

TESI FAVOREVOLI

TESI CONTRARIE

01 - L'Alternanza Scuola-Lavoro sottrae tempo alla formazione di base volta a creare individui che siano prima di tutto persone libere

L'Alternanza Scuola-Lavoro sottrae tempo alla formazione di base volta a creare individui che siano prima di tutto persone libere, per produrre individui che siano funzionali al mondo del lavoro. Senza demonizzare il lavoro, la precocità della specializzazione rischia di pregiudicare la formazione del pensiero critico, necessario al fine di abitare in questo mondo in armonia e consapevolezza.

02 - Alternanza scuola-lavoro è preparazione al mondo del lavoro, non sfruttamento

La "Buona Scuola" ha reso obbligatoria in Italia l'alternanza scuola-lavoro, al fine di accrescere le competenze e le esperienze degli studenti. Essa costituisce un metodo efficace per combattere la disoccupazione giovanile e il fenomeno dei Neet. Inoltre, è stato sottolineato come questo nuovo sistema elevi l’Italia allo stesso livello delle grandi potenze europee.

In molti si sono schierati contro l'alternanza scuola-lavoro, a causa dei gravi casi di sfruttamento degli studenti e, addirittura di molestie da parte dei titolari. C’è chi sostiene che l'alternanza prepari i giovani a un futuro di precarietà, sottraendo tempo allo studio. Ma si evidenzia anche che le criticità non sono nel provvedimento stesso, ma nel modo in cui è stato recepito in Italia.