Pena di morte

Per i favorevoli essa è una reazione forte dello Stato, che mira a stroncare sul nascere qualsiasi velleità criminale, per i contrari, invece, è la lesione di uno dei diritti più importanti riconosciuti agli esseri umani, il diritto alla vita. Il panorama mondiale è diviso: le nazioni occidentali l’hanno quasi del tutto abolita, in altri Stati, invece, è comminata anche per reati di opinione.

TESI FAVOREVOLI

TESI CONTRARIE

01 - La pena di morte è un tipo di sanzione richiesta sempre più, anche in Italia, in particolare tra i giovani

Diversi sondaggi riportano un crescente interesse verso il tema della pena di morte. Un ragazzo italiano su due ne chiede l’applicazione, gli Stati Uniti non sembrano fare passi indietro rispetto alla loro storia di Paese che ne fa largo uso.

Parlare ancora oggi di pena di morte, con tutti i progressi fatti a livello umano e legislativo, non è accettabile. Anche realtà dove la pena di morte sembrava consolidata si stanno ribellando, prospettando scenari diversi. Gli Stati avvertono sempre più l’esigenza di affrontare il tema insieme.

02 - La pena di morte non ha una funzione deterrente e non salvaguarda la società dalla possibilità che il reo commetta nuovi reati

La pena capitale è utilizzata soprattutto con funzione deterrente nei casi in cui sia necessario tutelare la società dal pericolo sociale portato in dote dal reo. Comporta un risparmio economico importante, evita l’insorgere di vendette private ed è un importante strumento contro la criminalità organizzata

I numeri e i fatti smentiscono la funzione deterrente della pena di morte che presenta anzi diversi profili controversi. Esistono sanzioni che sono sicuramente più efficaci nella lotta contro il crimine e nella tutela dei cittadini e dell’intera società. Anche i Paesi che si professano più liberali, presentano problematiche contrarie ai più elementari diritti umani.

03 - La pena di morte è l’unica sanzione che può garantire proporzionalità rispetto a crimini particolarmente efferati

L’adozione della pena di morte consente di restituire a chi si è macchiato di gravi delitti il male causato. Esistono crimini particolarmente gravi come l’omicidio per cui nessuna pena detentiva sarebbe sufficiente per risarcire la sofferenza causata alla società, al reo e ai suoi cari.

Il principio retributivo prende spunto dalla legge del taglione, che non è più considerata ammissibile al giorno d’oggi. Non ci sono delitti che giustifichino la privazione del diritto alla vita, ma esistono vari strumenti messi a disposizione da ogni società civile, per arginare crimini e criminali, in un’ottica di tentativo di recupero e rieducazione del condannato.

04 - La pena di morte è una sanzione utilizzata sin dalle origini dell’umanità come risposta ai crimini più efferati, sostenuta dal pensiero filosofico e religioso

I riferimenti alla pena di morte sono radicati nel tempo. I testi sacri riportano un largo uso di tale sanzione e il pensiero religioso e filosofico ha sempre sostenuto l’esigenza di una risposta forte ai crimini più gravi. Togliere la vita ad un essere umano per ottemperare al principio di proporzionalità della pena e alla necessità di salvaguardare la società civile dal rischio di recidiva del reo.

Solo Dio ha il potere di togliere la vita, nessun altro ne può disporre. La Bibbia non giustifica mai la pena di morte e diverse voci fuori dal coro si sono susseguite per sostenere l’illegittimità di tale pratica. Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria rappresenta un’apripista importante per una nuova concezione di pena.