Voucher

Intorno ai voucher lavoro, o buoni lavoro, introdotti dal governo Renzi con la riforma del diritto del lavoro (Jobs Act), c’è un acceso dibattito, animato da chi li considera un valido strumento per contrastare il lavoro nero e il precariato e chi li considera nient'altro che una nuova forma di lavoro nero legalizzato, abusata dai datori di lavoro.

TESI FAVOREVOLI

TESI CONTRARIE

01 - I voucher contrastano il precariato e tutelano i diritti dei lavoratori, regolamentando quelle situazioni lavorative prima a nero

L'introduzione dei voucher può far emergere una quota di lavoro nero, a maggior tutela dei lavoratori. Il passo successivo è quello di restringere l'utilizzo dei voucher a pensionati, studenti e cassintegrati, in modo da evitare un abuso del sistema. A sostenere ciò sono Gennaro Migliore, Maurizio Del Conte, Maurizio Martina e Maurizio Sacconi.

Il voucher è una forma di lavoro iper precaria che non prevede diritti fondamentali per i lavoratori, né esiste una adeguata regolamentazione d’utilizzo. Esso non è un valido metodo per combattere il lavoro nero, in quanto non offre alcun vantaggio alle aziende. Alcuni nomi a sostegno di questa tesi sono: Tito Boeri; Claudio Treves; Arturo Scotto; Loy Guglielmo; Barachetti Corrado.