Finanziamento pubblico delle scuole private

Il dibattito sul finanziamento pubblico delle scuole private nasce in seno all'Assemblea Costituente (votazione dell’art. 33), che riconosce l’istituzione di scuole private, purché siano “senza oneri per lo Stato”. I finanziamenti, però, sono previsti dalla legge 62/2000. Il dibattito riguarda la laicità dello Stato, la libertà d’insegnamento, entità e legittimità dei finanziamenti.

TESI FAVOREVOLI

TESI CONTRARIE

01 - La scuola privata genera risparmi per le casse dello Stato

Sul sito dell’UCCR, Claudio Gnoffo ha pubblicato i dati del MIUR sui finanziamenti alle scuole private, in base ai quali afferma che le scuole paritarie assicurano allo Stato un enorme risparmio: “l’esistenza delle scuole paritarie garantisce allo Stato un risparmio annuo di oltre 6 miliardi di euro, che è quanto spenderebbe se tutti gli alunni che le frequentano passassero alla scuola statale”.

Rispondendo alle tesi che vedono nella scuola privata una fonte di risparmio per lo Stato, L’UAAR sostiene che sono proprio le scuole private a sottrarre risorse allo Stato. Un articolo pubblicato sul sito dell’UUAR contraddice i calcoli effettuati dalle associazioni cattoliche, sottolineando i risparmi che si otterrebbero dall'eliminazione dei sussidi statali alle scuole private.

02 - Le scuole pubbliche sono qualitativamente superiori alle scuole private

I dati che dimostrano la superiorità dell’insegnamento delle scuole statali sono parziali e fallaci: è quanto affermano Giorgio Vittadini, Luisa Ribolzi e Tommaso Agasisti dalle colonne de “Il Sussidiario”, secondo i quali gli studenti delle paritarie alle prese con le prove INVALSI hanno registrato performance migliori rispetto a quelle dei loro colleghi delle scuole pubbliche.

Riportando i dati forniti dalle rilevazioni OCSE-PISA, il giornalista Salvo Intravaia ha pubblicato su “Repubblica” un articolo a sostegno della qualità dell'istruzione pubblica: “A fare precipitare gli studenti italiani in fondo alle classifiche internazionali sono proprio gli istituti non statali”.

03 - Le scuole paritarie non hanno diritto al rimborso delle spese sostenute per fornire l'insegnamento di sostegno agli studenti disabili

Secondo Francesco Belletti, presidente del Forum delle Associazioni Familiari, la sentenza della Cassazione che nega il rimborso dello stipendio versato da una scuola privata a due insegnanti di sostegno determina una discriminazione degli studenti disabili e delle loro famiglie, negando loro il diritto alla libera scelta educativa.

Una sentenza della Cassazione del 2014, nega alle scuole paritarie il diritto a ricevere il rimborso dello stipendio agli insegnanti di sostegno. Per Marco Croce le Sezioni Unite Civili “oltre a confermare l’obbligatorietà dell’insegnante di sostegno […] nega che i costi sostenuti per fornire questo obbligatorio servizio nelle scuole paritarie possano dare sostanza a un diritto […] al rimborso”.

04 - Il finanziamento delle scuole paritarie garantisce la diversificazione dell'offerta didattica e il potenziamento del sistema d'istruzione nazionale

Elena Ugolini, ex sottosegretario al MIUR, favorevole al finanziamento delle scuole paritarie, ritiene che il servizio pubblico non debba essere una prerogativa esclusiva dello Stato: “può essere fornito dal comune, da cooperative di genitori, da fondazioni nate prima della Repubblica”. Dello stesso avviso è Maria Grazia Colombo, che difende il finanziamento pubblico del sistema paritario.

Mila Spicola, insegnante e scrittrice è contraria al finanziamento pubblico delle scuole private, in particolare delle medie. Spicola ritiene che sia compito dello Stato fornire ai cittadini strutture pubbliche gratuite e di qualità. Dello stesso parere è Livia Turco, che ritiene indispensabile investire nel potenziamento del sistema pubblico statale.