Privatizzazione delle ferrovie

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

Nel contesto della politica delle liberalizzazioni del governo Renzi, dopo le intenzioni di privatizzare Poste Italiane e altri enti statali, l’esecutivo ha approvato a fine novembre 2015 le procedure precedentemente annunciate per la privatizzazione della società Ferrovie dello Stato Italiane (FSI).
Il gruppo Ferrovie dello Stato risulta essere un’azienda rilevante nell’ambito dell’industria dei trasporti italiani, e l’idea di privatizzare il servizio ha raccolto consensi all’interno del Parlamento ma ha suscitato anche grande perplessità e preoccupazione in chi crede che FSI possa funzionare efficacemente soltanto sotto il completo controllo statale.
La proposta del governo prevede la privatizzazione del 40% della società entro il 2016, mentre la parte maggioritaria continuerà a rimanere sotto il controllo del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
La decisione di privatizzare la società è in parte dettata dalla necessità di modernizzare il sistema ferroviario a seguito della recente fase di peggioramento della qualità dei servizi per i passeggeri sulle tratte secondarie. L’innovazione e il miglioramento nell’erogazione dei servizi sono infatti gli obiettivi che il governo vuole conseguire nell’immediato futuro.
Il dibattito si è infine soffermato sulla necessità di scorporare o meno da FSI la società RFI (Rete Ferroviaria Italiana) per mantenerla completamente in mano pubblica e aprire al mercato solamente la società di trasporto ferroviario.

 
01

La privatizzazione delle ferrovie garantisce un miglioramento dei servizi per gli utenti

FAVOREVOLE

La decisione del governo di privatizzare la società FSI (Ferrovie dello Stato Italiane) ha lo scopo di rendere un servizio migliore a tutti gli utenti delle ferrovie.
Secondo il ministro Graziano Delrio, la manovra serve a potenziare il servizio offerto, in particolare per fornire alle tratte regionali lo stesso valore delle tratte dell’alta velocità.
Il processo di privatizzazione non è solo una questione economica, oltre a sostenere il nuovo piano industriale lanciato dal governo e a ridurre la spesa pubblica inefficiente mantiene anche una funzione sociale. Al centro della società deve rimanere il “passeggero” e un migliore livello di qualità del servizio può essere garantito soltanto grazie alla quotazione della società in borsa.

CONTRARIO

La privatizzazione di FSI è ritenuta da alcuni partiti politici come Rifondazione Comunista e dai sindacati un’ennesima svendita attuata dal governo con il solo scopo di fare cassa con una risorsa pubblica.
Le prime “vittime” dirette di questa manovra sono proprio gli utenti delle tratte regionali ed a media percorrenza. La privatizzazione garantisce infatti risorse solo per l’alta velocità mentre i trasporti regionali, già in condizioni disastrose, non ricevono alcun potenziamento effettivo.
La quotazione in borsa di FSI è un rischio. Vi è un serio problema di mancata corrispondenza tra le aspettative degli utenti e il servizio offerto.
La scelta di privatizzare risulta un grave errore perché colpisce un’azienda che è ha mantenuto un notevole livello di efficienza sotto il controllo statale e con il contributo pubblico ha fornito un servizio universale ai propri utenti.

 
02

La scelta di privatizzare le ferrovie non contribuisce alla riduzione del debito pubblico

FAVOREVOLE

Secondo le considerazioni del governo, la privatizzazione di FSI è una scelta che garantisce sviluppo e modernità al sistema ferroviario italiano.
La manovra in atto da parte dell’esecutivo non solo consente di potenziare il servizio a livello generale, ma permette anche di migliorare le tratte secondarie del trasporto ferroviario fornendo un livello qualitativo maggiore grazie all’apertura al mercato e agli investitori.
Il servizio viene valorizzato rendendo più efficace l’impresa e consentendo in questo modo un rilancio dell’economia.

CONTRARIO

La decisione da parte del governo di privatizzare la società FSI è vista dal partito politico Sinistra Italiana e dal Movimento 5 Stelle come una questione controproducente ed è stata ritenuta una scelta poco lungimirante che ha il solo effetto di indebolire l’industria ferroviaria nazionale.
Con la privatizzazione la rilevanza strategica della società viene svuotata di valori e contenuti oltre che privare il bilancio dello stato di consistenti entrate
La privatizzazione non è altro che una strategia del governo Renzi per ottenere nell’immediato una cifra di pochi miliardi di euro senza pensare invece ai profitti che l’azienda potrebbe ancora dare al paese se restasse sotto controllo statale.

 
03

La rete ferroviaria deve essere scorporata da Ferrovie dello Stato Italiane e rimanere pubblica

FAVOREVOLE

Tra le diverse modalità in discussione per privatizzare le Ferrovie italiane vi è la proposta di mantenere l’unitarietà del sistema ferroviario tra la società FSI e la rete infrastrutturale RFI.
La possibilità di opporsi all’ipotesi dello scorporamento rappresenta infatti una grande opportunità perché consente all’intero sistema ferroviario di realizzazione continui miglioramenti e un servizio competitivo.

CONTRARIO

Prima di attuare la privatizzazione vera e propria del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, il governo sostiene che occorre effettuare una drastica ristrutturazione: la rete ferroviaria (RFI) deve essere scorporata e non deve entrare nella parte della società che sarà messa sul mercato.
Per garantire il successo della quotazione in borsa di FSI la rete deve rimanere in mano pubblica evitando una privatizzazione totale di tutto il sistema ferroviario.

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