Movimento 5 Stelle

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

Amata e invocata da molti come l’ultima speranza per l’Italia e gli italiani, ma anche temuta, criticata e raffigurata come lo specchio distorto di un Paese in declino: da qualunque prospettiva la si guardi, la creatura politica di Beppe Grillo in questi anni non ha mai smesso di far parlare di sé.
Al di là di simpatie, avversioni o pregiudizi, il Movimento 5 Stelle rappresenta la più importante tra le novità comparse sullo scenario politico italiano negli ultimi anni. Oltre al carisma del suo fondatore, quel Beppe Grillo nato e prosperato nelle piazze e in tv, per poi fare (politicamente) fortuna sul web, l’elemento in grado di catalizzare l’attenzione di mass media e opinione pubblica è la discontinuità del Movimento 5 Stelle rispetto ai partiti tradizionali, che genera curiosità, entusiasmi, diffidenza, speranze e paure, come spesso avviene quando all’orizzonte si intravvedono i contorni di qualcosa di relativamente indefinito.
Da qui, l’insorgere di una serie di interrogativi: democrazia o antidemocrazia? Semplice antipartitismo o vero pericolo per i pilastri della Repubblica Italiana? Dov’è diretto il Movimento 5 Stelle, guidato dal duo Grillo-Casaleggio? Sospesa tra web democracy e accuse di verticismo, la creatura dell’ex comico per molti aspetti rappresenta un oggetto misterioso, laddove anche su questioni sociali di rilievo, come immigrazione e diritti civili, è ancora acceso il dibattito, sia interno che esterno

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Il M5S è l’ultimo baluardo della democrazia in Italia

FAVOREVOLE

Corruzione dilagante, alleanze post-elettorali molto discutibili, liste bloccate e imposte come un diktat ai cittadini: in questo contesto politico, nasce e prospera un partito in grado di segnare una forte discontinuità rispetto al passato. Il Movimento 5 Stelle, espressione di una base stanca della vecchia politica, trova il suo massimo interprete in Beppe Grillo, leader atipico, capace di “importare” in Italia il concetto fino ad allora sconosciuto di web democracy. Con il celebre motto “Uno vale Uno”, Grillo chiude la porta a decenni di intrallazzi politici, riportando al centro del sistema la democrazia e la partecipazione popolare.
Così il leader dei 5 Stelle, nel post I golpisti #CommissioniSubito (pubblicato sul suo blog il 9 aprile 2013), presentava i propri parlamentari a pochi giorni dall’insediamento: “L’Italia non è più una repubblica parlamentare, come previsto dalla Costituzione, ma una repubblica partitica. I partiti hanno sostituito la democrazia. La volontà popolare è diventata una barzelletta. [...] il M5S che vuole avviare al più presto una serie di leggi che per PDL e pdmenoelle sono come l’aglio per i vampiri”.

CONTRARIO

La tanto sbandierata “democraticità” dei 5 Stelle, affastellata sulla rete ed esaltata dal principio del cosiddetto “Uno vale Uno”, nasconde in realtà una visione politica ben diversa, potenzialmente distruttiva per l’ordinamento costituzionale della Repubblica italiana. Il Movimento 5 Stelle, prosperato sulle recenti incertezze del mondo politico italiano, trova il suo massimo interprete in Beppe Grillo, ex comico e celebre uomo di spettacolo, capace di imporre il proprio carisma dalle piazze ai forum on line, cavalcando l’onda di cittadini esasperati dalla crisi economica e stanchi della vecchia classe dirigente.

 
02

Grillo e Casaleggio sono i padri-padroni del M5S, circondati da una schiera di figuranti telecomandati

FAVOREVOLE

In un panorama politico segnato dalle vecchie regole della partitocrazia, con decisioni prese dall’alto e dibattito interno quasi azzerato, assume particolare valore la proposta del Movimento 5 Stelle, che dopo decenni di immobilismo segna la prima ipotesi di “discontinuità” rispetto al tema della democrazia interna dei partiti.
Il costante ricorso alle potenzialità della rete, unitamente a criteri di selezione del tutto sconosciuti ai partiti tradizionali come le designazioni on line, fanno del movimento di Grillo e Casaleggio un unicum nel panorama politico italiano. Si tratta di un sistema potenziato da strumenti decisionali innovativi, basati sul continuo dibattito interno e sul costante ricorso al parere della base.
Scrive Gianroberto Casaleggio nel post La democrazia del Movimento Cinque Stelle, pubblicato sul blog di Beppe Grillo il 12 settembre 2012: “Né io, né Beppe Grillo abbiamo mai definito le liste per le elezioni comunali e regionali. Né io, né Beppe Grillo, abbiamo mai scritto un programma comunale o regionale. Né io, né Beppe Grillo abbiamo mai dato indicazioni per le votazioni consigliari, né infiltrato persone nel Movimento Cinque Stelle”.

CONTRARIO

Nel giro di pochi anni il Movimento 5 Stelle si è imposto come il vero astro nascente nel panorama politico nazionale. Sull’onda della crisi economica e della perdita di credibilità dei partiti tradizionali, cavalcando il malcontento, i due fondatori Grillo e Casaleggio hanno disseminato il web con la ricetta di una democrazia “rivoluzionaria”, partecipativa e popolare, che per riformare l’intero sistema sfrutta proprio le potenzialità della rete.
Le maggiori perplessità, su cui si addensano le critiche più feroci, nascono dalla struttura interna ai 5 Stelle, dove l’ex comico Beppe Grillo e l’imprenditore Gianroberto Casaleggio paiono imperversare incontrastati. Ed è così che tra epurazioni e processi pubblici, la democrazia partecipativa dei 5 Stelle si riduce ad un duopolio fatto di proclami e smentite, aggressioni verbali e manipolazioni, all’insegna del più rigido verticismo.

 
03

Il Movimento 5 Stelle costituisce la sponda ideale per un progetto di governo orientato alle riforme

FAVOREVOLE

Il clima di grande confusione politica che ha fatto seguito alle consultazioni elettorali del 2013, unitamente alle riconosciute esigenze di riforma istituzionale del Paese, hanno condotto i partiti a trasformare in maniera sostanziale la propria visione strategica.
Anche forze politiche come il M5S, nate sull’onda della protesta e del malcontento popolare, sono state chiamate in causa da più parti per contribuire al processo di riforma. I leader del Movimento hanno mostrato delle “aperture” incoraggianti, rinforzando la tesi secondo cui, allo stato attuale, è impensabile portare avanti un credibile processo di riforme senza il contributo di Beppe Grillo.
In linea con i richiami del Capo dello Stato ad un percorso per le riforme condiviso da un ampio arco di forze politiche, risultano emblematiche le dichiarazioni dello stesso Renzi, pronunciate poche settimane dopo la formazione del Governo Letta e riportate nell’articolo Renzi tende la mano a Beppe Grillo, pubblicato su “Affari Italiani” il 29 maggio 2013: “C'è una parte dei 5 Stelle che giustamente vuole ragionare con noi [...]. Allora dico: ragazzi, lavoriamo insieme”.

CONTRARIO

Campagne denigratorie contro “nemici” interni ed esterni, attacchi frontali al Capo dello Stato e agli esponenti degli altri partiti, scelte politiche orientate al più radicale isolazionismo, con il reiterato rifiuto di considerare ogni minima possibilità di dialogo: è questo in estrema sintesi il quadro del M5S rappresentato dagli avversari politici e dai detrattori. Secondo questi ultimi, ci si trova di fronte ad un atteggiamento fomentato dai repentini cambiamenti di rotta e d’umore del leader incontrastato, quel Beppe Grillo che a più riprese avrebbe mostrato un completo disinteresse verso ogni forma di dialogo e mediazione.

 
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Il M5S conduce una battaglia contro immigrati e clandestini

FAVOREVOLE

La gestione del fenomeno migratorio rappresenta uno dei temi più importanti per il sistema politico nazionale e anche il Movimento 5 Stelle, di fronte alla tragedia degli sbarchi di migliaia di stranieri sulle coste italiane, non si è sottratto al dibattito in corso.
Prendendo le distanze sia da ideologismi ormai desueti che da visioni razziste e conservatrici, sono i fondatori in prima persona a indicare la via al popolo a 5 Stelle. Afferma Casaleggio: “Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così” (Dario Fo, Gianroberto Casaleggio, Beppe Grillo, Il Grillo canta sempre al tramonto, Chiarelettere, 2013, p. 203).

 

CONTRARIO

Se in ambito europeo la posizione dei fondatori del Movimento 5 Stelle sul problema dell’immigrazione è attestata da intese decisamente “scomode” con gruppi parlamentari di estrema destra, anche in Italia Beppe Grillo si è spesso lasciato andare ad esternazioni che hanno spiazzato i suoi stessi sostenitori. Da alcune dichiarazioni del leader del Movimento, politici e giornalisti ritengono di poter affermare la sua natura contraria alle politiche di accoglienza dei migranti. Il dibattito è stato particolarmente acceso riguardo le critiche di Grillo alla concessione della cittadinanza ai migranti, criticando una sinistra a suo dire “buonista”. Secondo alcuni le istanze anti-immigrazione di Grillo sono confermate dalle scelte di alleanze in ambito europeo, in particolare quella con Nigel Farage, leader britannico dell’UKIP (UK Independence Party), criticata anche da Dario Fo, da anni vicino al Movimento.

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