Santità di padre Pio

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

Migliaia di testimonianze, studi, analisi approfondite, una produzione bibliografica vastissima e un dibattito che negli anni non si è mai attenuato: il processo di canonizzazione di Francesco Forgione, noto a tutti come padre Pio da Pietrelcina, è stato lungo e tortuoso, sostenuto da una fitta schiera di devoti a cui fa da contraltare un esercito di nemici altrettanto battagliero. Ma tutto questo non è bastato per sciogliere le riserve sul presbitero dell’ordine dei frati minori cappuccini. La vicenda di padre Pio, proclamato santo da papa Giovanni Paolo II nel 2002, per molti aspetti rappresenta un caso unico nella storia della Chiesa, andando al di là delle controversie che normalmente accompagnano i religiosi innalzati agli onori dell’altare. Sulla figura di padre Pio convergono fattori che rendono il dibattito particolarmente complesso, chiamando in causa devozione popolare, fede, scienza e psichiatria, per non parlare dei risvolti economici e delle relative valutazioni sociologiche del caso. Chi era davvero il frate con le stigmate? Santo o imbonitore di folle? Caso psichiatrico o taumaturgo dotato di poteri straordinari? Se da un lato c’è chi individua in lui un leader carismatico spregiudicato, capace di raccogliere un consenso popolare talmente ampio da mettere in discussione le più alte sfere ecclesiastiche, altri osservatori lo descrivono come vittima di un sistema che solo dopo molti anni è stato in grado di riconoscerne l’autenticità e i meriti.

 
01

Padre Pio era un imbonitore di folle, un leader carismatico capace di raggirare i fedeli

FAVOREVOLE

Oltre alle migliaia di testimonianze, alla devozione popolare e al riconoscimento della Chiesa che lo ha proclamato santo nel 2002, la prova più importante dell’autenticità del messaggio di san Pio da Pietrelcina sta nella sua stessa esistenza. A chi vede in lui un imbonitore di folle, basta opporre una vita costellata di dolori fisici, preghiera e lotta costante al male. Per non parlare di chi individua nella sua figura il centro di un business mondiale, sconfessato da una condotta all’insegna della frugalità e del rigore. L’esistenza di padre Pio rifugge la ricchezza, la popolarità e la fama, concentrandosi sulla cura dei sofferenti e dei bisognosi. Come spiegare l’enorme ascendente di questa figura su milioni di fedeli? “Nella storia e nella tradizione popolare i movimenti collettivi politici e religiosi, le rivolte, le rivoluzioni sono ricordati col nome di un capo seguito dalle masse [...] essi costituiscono il fattore imprevedibile della storia” (Francesco Alberoni, Leader e masse, Bur, 2007, pp.7-8). Forgione, a prescindere dalla dimensione spirituale e religiosa, è stato anche questo: un trascinatore di folle capace di attrarre milioni di credenti.

CONTRARIO

Al di là di doti taumaturgiche e attitudini miracolistiche ampiamente discusse e mai dimostrate, sono tante le testimonianze e gli studi che evidenziano la capacità di padre Pio da Pietrelcina di sedurre migliaia di fedeli, creando intorno alle sue attività un business milionario e un ritorno d’immagine di cui la Chiesa, dopo i dubbi iniziali, beneficia ancora oggi. Sostenitore di questa posizione è Mario Guarino, autore di un’analisi dettagliata delle vicende terrene del santo: “Da vivo la Chiesa lo definì ufficialmente un impostore. Da morto è stato subito beatificato e a tempo di record santificato. Un altro miracolo postumo di padre Pio? No: è il fiume di miliardi originato dalla leggenda del frate miracoloso, un enorme business che ha lavato l'impostura e ha fatto assurgere il frate di Pietrelcina alla santità. [...] Del resto, il solo vero miracolo del frate con le stigmate-fantasma è stato ed è quello affaristico: un giro di denaro enorme, con le diramazioni più impensabili, il cui epicentro è a San Giovanni Rotondo [...] Tutt'intorno un corollario di intrighi, maneggi e scandali” (Mario Guarino,Santo impostore. Controstoria di padre Pio, Kaos Edizioni, 2004, p. 149).

 
02

Padre Pio aveva doti spirituali e taumaturgiche eccezionali, dovute esclusivamente alla sua santità

FAVOREVOLE

La lista di prove a sostegno della santità di padre Pio è lunga e composita, in grado di mettere in crisi anche i non credenti: poteri taumaturgici appurati dalla Chiesa e testimoniati da migliaia di fedeli, miracoli, bilocalismo, trasverberazione, stigmate, doti profetiche e soprattutto il dono della cardiognosi, ovvero la capacità di scrutare nelle coscienze di chi lo circondava. A rendere schiaccianti le ragioni della consacrazione del frate di Pietrelcina sono proprio le caratteristiche delle doti a lui attribuite, la natura umanamente inspiegabile di manifestazioni accertate dal processo di canonizzazione e innalzate con la formula con cui papa Giovanni Paolo II ha sancito pubblicamente e con il sigillo della infallibilità pontificia la santità di padre Pio: “Beatum Pium a Pietrelcina Sanctum esse decernimus et definimus”. Con queste parole, pronunciate sul sagrato della basilica di San Pietro davanti a decine di migliaia di pellegrini, il 16 giugno 2002 Karol Wojtyla ha innalzato agli onori dell’altare Francesco Forgione, “il Santo più invocato e pregato dagli italiani” (San Padre Pio: il Santo più amato e pregato dagli italiani, “newscattoliche.it”, 29 gennaio 2015).

CONTRARIO

Le presunte facoltà taumaturgiche di padre Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, sin dalle prime manifestazioni sono state accompagnate da dubbi e sospetti. Al di là di una possibile azione pianificata, la vicenda ha sollevato a più riprese la condanna del mondo scientifico. Nel mirino di perizie e studi scientifici sono finiti eventi definiti inspiegabili come le stigmate, la coronazione di spine, la flagellazione e la trasverberazione. L’esito di queste valutazioni risulta pressoché uniforme: da Agostino Gemelli (Contro Padre Pio, Mimesis Edizioni, 2010, p. 12) che lo definì “uno psicopatico ignorante che si procura artificialmente le stigmate allo scopo di sfruttare la credulità della gente” alle conclusioni dello psichiatra Luigi Cancrini (Perizia psichiatrica su padre Pio, “MicroMega”, 3, 1999): “Una diagnosi psichiatrica relativa al caso di padre Pio non è difficile da proporre. [...] Il disturbo di cui ha sofferto padre Pio è [...] un disturbo istrionico di personalità. [...] il suo è un disturbo di trance dissociativa”.

 
03

Padre Pio è stato un figlio devoto e obbediente della Chiesa

FAVOREVOLE

“Servo buono e fedele del Vangelo [...] discepolo di Cristo [...] figlio sincero della Chiesa” (Benedetto XVI da Padre Pio, 3a volta di Ratzinger in Puglia, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 24 settembre 2008), con queste parole l’allora segretario di Stato del Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, ha ricordato la figura di padre Pio nel corso dell’omelia per la celebrazione dei quarant’anni dalla morte. Sebbene i rapporti con la Chiesa siano stati caratterizzati da qualche incomprensione, le indagini condotte dal Vaticano hanno ampiamente dimostrato come il santo conducesse la sua intera esistenza nella piena sottomissione all’autorità della Chiesa. Oltre alla devozione di tutti i pontefici dell’ultimo secolo, padre Pio seppe conquistare il rispetto anche di quello che, a torto, è stato considerato il suo più acerrimo nemico. Secondo la ricostruzione di Stefano Campanella (La vera storia di una falsa persecuzione, Edizioni Padre Pio, 2011), il santo non fu affatto perseguitato da Giovanni XXIII. Ad attestarlo è lo stesso Bertone, secondo cui si tratta di “surrettizie interpretazioni storiche” (Andrea Tornielli, Papa Giovanni non perseguitò Padre Pio, “La Stampa”, 22 marzo 2011).

CONTRARIO

Diversamente da quanto attestato dagli agiografi, padre Pio non fu affatto un figlio obbediente della Chiesa. Al contrario, fin dai primi anni Francesco Forgione assunse atteggiamenti percepiti come pericolosi e impropri dal Vaticano, destando preoccupazione e sospetti tra gli stessi pontefici. Dalle perplessità di Pio XI alla malcelata ostilità di papa Roncalli, il santo di Pietrelcina ha scatenato sentimenti contrastanti fin nelle più alte gerarchie della Chiesa, e ancora oggi sono visibili le scorie di una profonda frattura in seno al mondo cattolico. Significativo è quanto scrive Giovanni XXIII il 25 giugno 1960: Motivo di tranquillità spirituale per me è il sentirmi personalmente puro da questa contaminazione che da ben 40 anni circa ha intaccato centinaia di migliaia di anime istupidite e sconvolte in proporzioni inverosimili” (Sergio Luzzatto, Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento, Einaudi, 2007, p. 370).

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