Organismi Geneticamente Modificati (OGM)

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

 

Il tema della coltivazione degli OGM divide opinione pubblica, politici e tecnici: i favorevoli sostengono la coltivazione “geneticamente ingegnerizzata”, mentre i detrattori evidenziano la necessità della preservazione della biodiversità e del “Bio”. L’Europa, nella Direttiva (Ue) 2015/412, lascia ai singoli Stati la scelta di consentire o vietare la coltivazione degli OGM. Dal sondaggio del 2014 dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS), pubblicato sulla rubrica “Science” dell'“Huffington post” (Jon Entine, AAAS scientists: consensus on GMO safety firmer than for human-induced climate change, 29 gennaio 2015), emerge una differenza significativa tra il punto di vista del mondo scientifico e quello dell’opinione pubblica. Gli OGM sono sicuri per l’88% degli scienziati, mentre solo il 37% della popolazione generale li considera tali (Cary Funk, Lee Rainie, Public and Scientists’ Views on Science and Society, “Pew Research Center”, 29 gennaio 2015). Roberto Defez evidenzia che il dato, pur di derivazione americana, è estensibile anche all’Italia (Roberto Defez, Il caso OGM. Il dibattito sugli organismi geneticamente modificati, Carocci, 2014). Per quanto riguarda la diffusione della coltivazione di prodotti biologici a livello mondiale, la situazione appare netta: da una parte l’Europa, che rimane ancora scettica nei confronti degli OGM, dall’altra gli Stati Uniti, con il 70% dei campi coltivati con OGM. La posizione dell’Italia è delicata poiché il nostro paese ha fatto del Made in Italy e della straordinaria biodiversità delle sue coltivazioni un enorme patrimonio di unicità.

 

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L’assenza di rischio sulla salute in seguito all’utilizzo di OGM non è affatto scontato

FAVOREVOLE

La maggioranza della comunità scientifica è a favore dell’utilizzo degli organismi geneticamente modificati e li ritengono sicuri per la salute. Essi, infatti, sostengono che i rigidi criteri di valutazione a cui sono sottoposti gli organismi geneticamente modificati li rendano persino più sicuri degli alimenti definiti, per così dire, convenzionali, che invece non sono sottoposti a questi rigidi controlli.
La FAO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura, e l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, sostengono che l’unico parametro da valutare è se questi OGM differiscono dalla versione naturale e che una volta stabilito che un alimento supera i dovuti controlli non si può cedere ad un estremo precauzionismo. In aggiunta, questi alimenti vengono ormai utilizzati da 20 anni e non è ancora stato riscontrato a livello clinico nessun effetto collaterale sulla salute del genere umano che possa spingerci a ritenerli pericolosi o insani. Che un domani qualcosa in un alimento si possa rivelare parzialmente tossico non lo si può nemmeno escludere, ma questo include un qualsiasi tipo di alimento transgenico e non.

CONTRARIO

Nonostante l’80% del mondo scientifico sia a favore degli OGM, c’è un ampio numero di studiosi fortemente scettico sul tema degli organismi geneticamente modificati. Essi ritengono che sia impossibile escludere che questi organismi selettivamente ingegnerizzati non possano un domani portare gravi conseguenze per la salute umana. In quanto organismi transgenici, potrebbero sfuggire al controllo e alterare il delicato equilibrio biochimico della specie umana.
Secondo Giuseppe Nacci, medico chirurgo, e Giuseppe Altieri, agroecologo, l’impiego di OGM va ad alterare e a minare secoli e secoli di evoluzione. In aggiunta, gli studi condotti non possono escludere effetti sulla durata consequenziali all’utilizzo di OGM, un organismo transgenico è comunque un organismo che è stato ingegnerizzato e selezionato per una caratteristica, ma questo meccanismo potrebbe sfuggire al controllo, portando a effetti imprevedibili e indesiderati sulla salute dell’uomo.

 
02

Gli OGM hanno un impatto negativo sull’economia

FAVOREVOLE

L’argomento OGM ha destato grandi discussioni anche in campo economico. Studiosi del settore, come Dario Frisio, hanno analizzando i dati ISTAT su come l’Italia, con il suo divieto di coltivazioni OGM, stia perdendo il passo sia a livello mondiale che europeo. La Spagna infatti, prima tra gli Stati europei nelle coltivazioni OGM, ci ha rapidamente superato in termini di produttività.
Secondo tali esperti l’Italia, così come tutti i paesi che si volgono agli OGM con scetticismo, stanno perdendo un importante treno di sviluppo economico e a breve risentiranno del calo di produttività, se rapportati ai paesi che stanno utilizzando gli OGM.
Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura, ritiene infatti che il divieto di coltivazione nel nostro paese ponga i nostri agricoltori in condizioni di disparità competitiva verso i produttori stranieri e in aggiunta, non esiste alcuna prova che il loro utilizzo impatterà in maniera negativa sui prodotti DOP del Bel paese.
Per i sostenitori degli OGM, inoltre, sembra una contraddizione quella di ricorrere al concetto della naturalità del Made in Italy e, al contempo, importare dall’estero quintali di mangimi prodotti da coltivazioni OGM.

CONTRARIO

L’impatto economico delle coltivazioni OGM è per lo più negativo, colpendo in particolare l’agricoltura di nicchia e a favore delle multinazionali e delle coltivazioni estensive. Claudio Malagoli, professore associato della Facoltà di Economia ed Estimo Rurale Presso LUNISG di Pollenzo e autore di diversi testi, tra cui L’etica dell’alimentazione (Aracne editrice, Roma, 2006), nel suo articolo Economia agricola italiana e organismi transgenici, (“Biodinamica”, settembre 2010), sostiene che l’utilizzo degli OGM non produce vantaggi economici principalmente per due motivi: la grande maggioranza dei consumatori non guarda di buon occhio l’utilizzo di alimenti prodotti con organismi geneticamente modificati e, in secondo luogo, la realtà agricola italiana non si può omologare alle altre. L’unicità, la qualità e la varietà sono da sempre i tratti essenziali del Made in Italy. Della stessa opinione il professor Marcello Buiatti, ordinario di Genetica all’Università di Firenze, che ritiene che l’unico vantaggio economico si può avere per la resistenza ai diserbanti.

 
03

L’utilizzo di OGM potrebbe alterare gli equilibri ambientali e ledere alla biodiversità

FAVOREVOLE

Il mondo della scienza appare, in linea generale, non preoccupato dalle possibili conseguenze ambientali derivanti all’introduzione degli OGM. Alcuni scienziati sostengono che la probabilità che una pianta geneticamente modificata possa superare le colture selvatiche è piuttosto scarsa poiché queste specie transgeniche non sono competitive.
In aggiunta, sostengono che non solo le coltivazioni transgeniche non dovrebbero destare alcuna preoccupazione a livello di impatto ambientale, ma, anzi, questo tipo di coltivazioni producono dei vantaggi ambientali, riducendo drasticamente l’utilizzo di pesticidi altamente nocivi per l’ambiente e minimizzando i consumi energetici.
Essi sostengono che anche le coltivazioni intensive di organismi non transgenici, ma selezionati con metodi naturali, potrebbero alterare la biodiversità e, a differenza degli OGM, non sono sottoposti a tutti i rigorosi controlli che deve invece superare un organismo transgenico. Su queste basi i sostenitori degli OGM non riescono a comprendere l’allarmismo generale diffuso dagli scettici dell’utilizzo degli organismi geneticamente modificati.

CONTRARIO

Dall’introduzione della prima pianta geneticamente modificata nel 1983 alle coltivazioni di 181,5 ettari di terreno con organismi geneticamente modificati del 2014, emerge costantemente il tema dell’impatto ambientale. Gli scettici nei confronti degli OGM sostengono infatti che l’introduzione di questi organismi ingegnerizzati potrebbe creare dei danni ambientali incalcolabili e danneggiare irrimediabilmente la biodiversità. Gli OGM, in quanto organismi selezionati, potrebbero prendere il sopravvento sulle specie selvatiche, portando all’estinzione di queste ultime e consequenzialmente ad una drastica riduzione delle biodiversità.
Oltre a ledere le biodiversità in campo vegetale, l’introduzione della resistenza a particolari parassiti potrebbe alterare in maniera irreversibile l’intero ecosistema con conseguenze, appunto, irreversibili.
Un ulteriore danno ambientale sarebbe quello di appiattire il paesaggio, le coltivazioni OGM, prendendo il sopravvento, porterebbero ad una standardizzazione paesaggistica, ad una perdita delle coltivazioni Bio e alla unicità di molte specie che hanno reso unico e impareggiabile il Made in Italy.

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