Voto elettronico

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

Il voto elettronico, o e-voting (“electornic voting”), è l’insieme dei processi di voto e conteggio delle preferenze con il supporto di tecnologie elettroniche e informatiche. L’e-voting avviene da postazioni apposite con vari sistemi: schede perforate, sistemi di scansione ottica, sistemi di registrazione elettronica, internet. Tutte le tipologie elencate, tranne la votazione mediante web (che viene spesso distinta con il termine i-voting), implicano la presenza dell’elettore alle urne e hanno la finalità di agevolare e velocizzare gli scrutini finali. A partire dai primi anni Duemila, si sono intrapresi diversi esperimenti sul voto elettronico, sia negli Stati Uniti che in Europa, che hanno dato risultati contrastanti: Germania e Norvegia hanno abbandonato l’e-voting dopo aver riscontrato svariate problematiche, mentre più incoraggianti sono stati i risultati ottenuti in Francia e in Estonia. Anche in Italia ci sono state delle esperienze di votazioni elettroniche, come il progetto “Salento e-voting” nel referendum del 2013 nei paesi di Martignano e di Melpignano, e nel referendum sull’autonomia in Lombardia nel 2017.

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Il voto elettronico è veloce, abbatte i costi elettorali e aumenta la partecipazione

FAVOREVOLE

Abbattimento dei costi e aumento della partecipazione sono due vantaggi del voto elettronico secondo i suoi sostenitori. L’avvocato Manuel M. Buccarella, curatore della rubrica “Commercio Elettronico e Trading Online” della community giuridica virtuale “Netjus”, in un testo pubblicato dal sito “diritto.it”, scrive dei vantaggi economici derivanti dall’utilizzo del voto elettronico. Dell’aumento della partecipazione parlano, invece, Federico Plantera, blogger e giornalista, e Fabio Massimo Castaldo, europarlamentare del M5S, entrambi prendendo come esempio da seguire l’Estonia, artefice di una vera e propria rivoluzione digitale dell’amministrazione.

CONTRARIO

I detrattori dell’e-voting ritengono che i costi necessari per la sua introduzione siano tutt’altro che bassi e si vadano a sommare a quelli comunque necessari per i normali seggi, che coesisterebbero anche in caso di voto on-line. Sibilla Bondolfi, giornalista svizzera, in un articolo pubblicato su “swissinfo.ch”, ha elencato le possibili conseguenze negative per la Svizzera in caso di sperimentazione del voto elettronico: tra queste, l’elevato costo che porterebbe ad una spesa di almeno 700 milioni di franchi svizzeri. Altre critiche si sono concentrate a smontare le credenze che l’e-voting sia rapido e che il suo uso aumenti la partecipazione dei cittadini alle elezioni. Nel referendum per l’autonomia in Lombardia, ad esempio, i tempi per la pubblicazione dei risultati finali sono stati lunghissimi a causa di problemi con la gestione delle chiavette usb contenenti i voti dei seggi, e l’affluenza ha registrato un dato inferiore alle aspettative, sotto la soglia del 40%. Alessandro Alfieri, segretario Pd della Lombardia, ha criticato duramente Maroni per l’esperimento del voto elettronico.

 
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Il voto elettronico non è sicuro

FAVOREVOLE

I sostenitori del voto elettronico difendono la sicurezza dei sistemi utilizzati. In Estonia, la nazione europea all’avanguardia nel campo del voto elettronico, attivo fin dal 2005, i politici sono concordi sulla sua utilità e sicurezza. Lia Hänni, direttore del dipartimento di e-democracy dell’Accademia di e-Government, e Priit Vinkel, direttore del Servizio Elettorale Statale, hanno confermato la precisione del sistema elettorale elettronico estone, spiegando che mai nessun voto è stato modificato o eliminato. Dello stesso parere è Giovanni Verhaeghe, Director Market & Product Strategy di Vasco Data Security, che, in un’intervista pubblicata dal sito “zerounoweb.it”, sostiene che la tecnologia per rendere il voto elettronico sicuro esiste ed è basata su tecniche di crittografia.

CONTRARIO

Tra i principali temi nel campo del voto on-line è quello della sicurezza: per i detrattori dell’e-voting la tecnologia attuale non garantisce la giusta sicurezza. Secondo Luca Bechelli e Claudio Telmon, esperti di cyber-crime del Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica), i vantaggi reali delle votazioni elettroniche non giustificano i rischi riguardanti segretezza e sicurezza. Anche Matteo Flora, fondatore di The Fool, società per la Reputazione On-line e per la Tutela di Reputazione ed Asset Digitali, afferma che il voto elettronico non garantisce un’adeguata sicurezza nei processi elettorali. Flora ha esposto il suo pensiero a riguardo in un’intervista a “Radio24”, durante il programma “2024”. Il giornalista Arturo Di Corinto, invece, in un articolo pubblicato sul sito “Cyber Security”, riporta un esperimento dell’Università del Michigan, nel quale in circa 36 ore un gruppo di studenti è riuscito a trovare un errore nel sistema e-voting adottato nello Stato, modificando tutti i dati. Infine, il Rapporto 2017 del Clusit, pur ammettendo i vantaggi in termini di velocità e affidabilità, concentra le proprie critiche sui problemi di sicurezza.

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