Rosatellum bis

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

La legge nota come Rosatellum bis è la legge elettorale del 2017 che regola le elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Approvata in via definitiva al Senato il 26 ottobre, la legge porta il nome del deputato Ettore Rosato ed è stata appoggiata da Partito Democratico, Forza Italia, Lega Nord e Alternativa Popolare. Il Movimento 5 Stelle e Articolo 1 - Movimento democratico e progressista si sono dichiarati fortemente contrari. Il Rosatellum va a sostituire il Sistema Elettorale Legalicum, risultato di due sentenze della Corte Costituzionale che avevano modificato le leggi Italicum (per la Camera) e Porcellum (per il Senato).
Il Rosatellum bis prevede un sistema misto, proporzionale e maggioritario. Un terzo dei deputati e dei senatori viene eletto in collegi uninominali, con un solo candidato per coalizione, mentre gli altri due terzi sono nominati attraverso un sistema proporzionale di lista. C’è la possibilità di creare coalizioni e nel proporzionale le liste sono corte e bloccate, con divieto di voto disgiunto tra uninominale e plurinominale. Altra novità è rappresentata dal tagliando anti-frode che, applicato sulle schede elettorali e gestito dagli scrutatori, cercherà di arginare i fenomeni del voto di scambio e delle schede pre-votate. Il dibattito intorno al Rosatellum bis è intenso, animato da politici, giuristi e sondaggisti.

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Il Rosatellum bis garantisce governabilità

FAVOREVOLE

Secondo i sostenitori del nuovo sistema elettore, finalmente con il Rosatellum bis si arriverà a una maggioranza e a una piena governabilità del Paese. Convinto sostenitore di questa tesi è Roberto Formigoni, senatore di Alternativa Popolare, secondo il quale la legge aiuterà a superare le frammentazioni politiche, favorendo le coalizioni. Dello stesso parere il deputato del Partito Democratico, Dario Parrini, che, ospite alla trasmissione televisiva “Omnibus”, si è detto soddisfatto per una legge che conferisce omogeneità nelle modalità di elezione delle due Camere. Anche Giorgio Pagliari, senatore e capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Affari Costituzionali, ripone fiducia nel Rosatellum bis per formare un governo di maggioranza.

CONTRARIO

Secondo le simulazioni dell’Istituto Carlo Cattaneo e dell’Istituto Tecnè, andando al voto con il sistema elettorale previsto dal Rosatellum bis, la governabilità rimarrebbe lontana. Anche per Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research, con il Rosatellum bis non si raggiungerà una maggioranza per formare il governo, perché la legge può funzionare solo con due fazioni nettamente contrapposte. Secondo Alessandro Gilioli, giornalista e curatore del blog “Piovono Rane” per “L’Espresso”, il Rosatellum bis non assicura un’adeguata rappresentanza agli elettori e non garantisce governabilità all’Italia.

 
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Il Rosatellum bis è incostituzionale e anti-democratico

FAVOREVOLE

I promotori del Rosatellum bis difendono la nuova legge elettorale dalle accuse di incostituzionalità e anti-democraticità mosse dagli oppositori, in particolar modo dagli esponenti del Movimento 5 Stelle e del Movimento democratico e progressista. Franco Mirabelli, senatore del Partito Democratico, in un articolo pubblicato sul proprio sito, spiega che la legge è stata scritta tenendo presenti le precedenti sentenze della Corte Costituzionale, quindi non ha problemi di incostituzionalità. Anche Ettore Rosato, capogruppo del Partito Democratico alla Camera e primo firmatario del Rosatellum, rassicura sulla costituzionalità del testo e sostiene la legittimità dei punti maggiormente criticati: le coalizioni e il divieto di voto disgiunto. Il costituzionalista Cesare Pinelli ritiene minimo il rischio di bocciatura da parte della Consulta. Infine, il giurista Valerio Onida considera il testo del Rosatellum bis costituzionale ma contraddittorio in alcuni punti.

CONTRARIO

Gli oppositori del Rosatellum bis contestano l’incostituzionalità e l’anti-democraticità della legge, che limiterebbe gravemente la rappresentatività, togliendo valore al voto, e favorirebbe le grandi coalizioni a discapito delle piccole realtà e dei partiti che corrono da soli. Le critiche maggiori sono quelle degli esponenti del Movimento 5 Stelle: Alessandro Di Battista è intervenuto in più occasioni contro il Rosatellum bis, così come il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio. Contro il nuovo sistema elettorale si è schierato anche il partito Articolo 1 – Movimento democratico e progressista. Secondo Pierluigi Bersani, con il Rosatellum si aprirà una grande questione democratica. Massimo D’Alema ritiene, invece, che sia una legge aberrante e decisamente incostituzionale. Anche Felice Besostri, avvocato ed ex deputato socialista, in prima fila nelle battaglie giuridiche che hanno portato il Porcellum e l’Italicum difronte alla Corte Costituzionale, si è detto contrario al Rosatellum bis, perché, a suo dire, il voto con la nuova legge “non è sempre uguale, non è libero e non personale”.

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