Educazione sessuale nell’ordinamento scolastico italiano

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

Educare alla sessualità e all’affettività significa fornire a giovani di tutte le età gli strumenti per meglio comprendere il sesso all’interno della società. Essa non è obbligatoria nelle scuole italiane, ma può essere impartita dagli insegnanti, dagli educatori e dal personale ASL a partire dalle elementari. Ad ogni età viene proposto un approccio diverso alla tematica, adeguatamente alla maturità dei soggetti. L’educazione sessuale prevede innanzitutto lezioni di biologia e anatomia, in cui si illustra ai ragazzi come avvengono la fecondazione e la nascita; successivamente, di solito in età adolescenziale, le lezioni vertono su argomenti più delicati e profondi, come le malattie sessualmente trasmissibili, la contraccezione e l’aborto. In Italia, dopo numerose proposte di legge non andate a buon fine, la Riforma “la Buona Scuola” intende promuovere nelle scuole di ogni ordine e grado la parità tra i sessi e la prevenzione di ogni forma di discriminazione, senza tuttavia rendere obbligatoria l’educazione sessuale. L’argomento è oggetto di polemiche in quanto da un lato si hanno intellettuali che avvertono l’urgenza di parlare di sessualità con i ragazzi nelle scuole, dall’altro studiosi, esponenti religiosi e associazioni di genitori ritengono la materia troppo delicata per poter essere esposta in classe.

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L’educazione sessuale a scuola garantirebbe una corretta informazione, che altrimenti rischierebbe di essere affidata unicamente alla Rete

FAVOREVOLE

Una mancata educazione sessuale potrebbe essere la causa del proliferare delle malattie sessualmente trasmissibili e delle gravidanze indesiderate. Paolo Scollo, presidente Nazionale della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), evidenzia l’aumento delle baby mamme (soprattutto al Sud) e attribuisce tale fenomeno alla mancanza di un’adeguata educazione sessuale nelle scuole. Gli adolescenti ricevono più informazioni sul sesso dalla Rete che dagli insegnanti: ciò fa sì che si diffondano falsi miti sul sesso e informazioni confuse ed errate. Medici e autori come Alberto Pellai e Fabrizio Quattrini si dichiarano a favore dell’educazione sessuale a scuola. Quest’ultimo insiste sull’importanza dei corsi educativi volti a prevenire il cyberbullismo e l’abuso di sexting: l’abitudine dei giovani di fare sesso virtuale. Daniele Grassucci, direttore di “Skuola.net”, ritiene importante l’educazione sessuale e affettiva oggi, poiché i giovani hanno largo accesso a materiale pornografico fuorviante. Anche su “Famiglia Cristiana” compaiono opinioni pro Sex Ed, come quella del redattore Fabrizio Fantoni, a favore di un’educazione sessuale scientifica, morale e affettiva.

CONTRARIO

Sessualità ed affettività sono argomenti privati e il luogo migliore dove insegnarli è la famiglia, come sancito dall’art. 30 della Costituzione italiana. Secondo la Chiesa cattolica, l’educazione sessuale promuoverebbe comportamenti sbagliati e una vita sessuale dissipata. Il cardinale Bagnasco è favorevole all’educazione sessuale nelle scuole, a patto che sia facoltativa e venga impartita al di fuori delle ore di lezione; Benedetto XVI si dichiara, invece, contrario poiché ritiene che l’argomento vada affrontato all’interno del nucleo familiare. Molte famiglie italiane sono contrari a iniziative di educazione sessuale e spesso condannano anche quella impartita all’estero, come in Norvegia e in Danimarca.
In Germania sono nati i “Besorgte Eltern” (genitori preoccupati) a seguito dell’arresto di alcuni genitori che si opponevano all’educazione sessuale nelle scuole. Ad alimentare l’astio nei confronti dell’educazione sessuale è la diffusione dei gender studies, a cui si oppone Papa Francesco.

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