TAP, il gasdotto Trans-Adriatico

FAVOREVOLE O CONTRARIO?

PRO\VERSI

Il Gasdotto Trans-Adriatico (Trans-Adriatic Pipeline, TAP) è un progetto che prevede la realizzazione di una linea di circa 870 chilometri di tubature per il trasporto di gas naturale dal confine greco-turco fino alle coste italiane e da qui in tutta Europa. L’infrastruttura, collegandosi ai gasdotti provenienti dalla Turchia e dal Caucaso, attraverserà Grecia, Albania e Mar Adriatico. Il suo obiettivo consiste nel dare vita al cosiddetto “Corridoio Meridionale del Gas”. TAP prevede infatti di diversificare il mix energetico dei paesi che acquisteranno il gas azero, in particolare riducendo le dipendenze dal gas fornito dalla Russia di Vladimir Putin. In merito al maxi progetto non sono mancate le polemiche. Numerose associazioni di ambientalisti, politici e i Comuni interessati dalla realizzazione del gasdotto in Puglia hanno manifestato il proprio dissenso nei confronti di TAP AG. I sostenitori considerano il gasdotto un’opera indispensabile per lo sviluppo dei paesi coinvolti ed estremamente sicura per quanto riguarda l’impatto ambientale. I critici, invece, lamentano una serie di rischi e di pericoli per l’ambiente, in particolare per la regione del Salento e lanciano accuse riguardo il presunto coinvolgimento della società con associazioni mafiose e la violazione di importanti normative nell’attribuzione degli appalti.

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TAP è un’infrastruttura incompatibile con il territorio e non indispensabile per lo sviluppo energetico italiano ed europeo

FAVOREVOLE

In difesa del progetto del Gasdotto Trans-Adriatico, molti autori e politici si sono espressi ritenendo la TAP un’opera importante sia per il futuro energetico dell’Italia sia per quello dell’Europa. I sostenitori ritengono che alla base delle proteste contro il gasdotto vi sia molta disinformazione. Le manifestaioni risultano insensate e riguardano molto spesso una strumentalizzazione politica. In merito è stato più volte spiegato che la TAP non sacrificherà gli ulivi del Salento e che il loro espianto sarà soltanto temporaneo oltre che limitato. Con l’obiettivo di distribuire gas in tutta Europa e diversificare il fabbisogno energetico dell’Italia, ancora strettamente dipendente dal gas russo, la TAP promuoverebbe il consumo della fonte di energia meno inquinante tra tutti i combustibili fossili. Il progetto si rivela estremamente utile dal punto di vista strategico, totalmente compatibile con le necessità del nostro paese e assolutamente sicuro in quanto i gasdotti non hanno mai creato alcun tipo di incidenti ambientali.

CONTRARIO

In riferimento alla scelta di localizzare l’approdo del Gasdotto Trans-Adriatico nella zona del Comune di Melendugno, in provincia di Lecce, molti politici, sindaci locali e attivisti hanno espresso il proprio malcontento. Ritenendo il Salento una zona inadatta ad ospitare i cantieri della TAP il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, pur rimanendo favorevole alla realizzazione del gasdotto, si è dimostrato insoddisfatto nella scelta del governo di stabilire i cantieri lungo il litorale di Melendugno, proprio dove sono stanziati numerosi ulivi secolari. Il governatore ha proposto di spostare i cantieri 30 chilometri più a nord, in un’area industriale in cui l’impatto ambientale della TAP risulterebbe più contenuto. Accusando numerosi errori di valutazione riguardo altri politici hanno dichiarato il progetto privo di trasparenza e il governo colpevole di non aver aperto un dialogo di confronto con la comunità locale. Le manifestazioni e le proteste scoppiate a Melendugno sono state invece definite una “rivolta sacrosanta” da parte di Nichi Vendola, ex presidente della Regione Puglia.

 
02

Il Gasdotto Trans-Adriatico nasconde accordi con associazioni mafiose e intrecci di potere con importanti leader internazionali

FAVOREVOLE

In riferimento alle accuse lanciate dall’inchiesta del periodico nazionale “L’Espresso” nei confronti della multinazionale Trans-Adriatic Pipeline, diversi autori sono intervenuti per dichiarare infondate le insinuazioni lanciate contro il progetto del gasdotto. Il presunto coinvolgimento della TAP con associazioni di stampo mafioso è infatti il risultato di un processo di scarsa informazione e di divulgazione di notizie false. Come asserisce la multinazionale in un proprio comunicato in risposta alle accuse del periodico italiano, TAP ha sempre agito con trasparenza e in rispetto delle norme e dei regolamenti italiani ed europei nell’attribuzione di appalti e subappalti. Dichiarando “arbitrato”, “infondato” e “inaccettabile” l’accostamento del progetto del Gasdotto Trans-Adriatico alla parola “mafia”, la TAP ha assunto le proprie difese, sostenendo di aver subito un gravissimo danno a livello di immagine e di voler querelare il direttore de “L’Espresso” e gli autori dell’inchiesta. In molti hanno sostenuto la posizione di TAP e dichiarato false le accuse di un coinvolgimento con associazioni mafiose.

CONTRARIO

La Trans-Adriatic Pipeline si contraddistingue per alcune oscure vicende che mettono la multinazionale e i suoi azionisti in cattiva luce rispetto alla legalità delle operazioni con cui il progetto è stato creato. A svelare questi fatti è un’indagine condotta dai giornalisti d’inchiesta Paolo Biondani e Leo Sisti per conto del settimanale “L’Espresso” i quali hanno analizzato nell’arco di circa sei mesi una grande quantità di documenti riservati della Commissione Europea. L’indagine rivela che dietro alla multinazionale TAP vi sono molteplici intrecci tra tre principali blocchi di potere politico-economico che conducono al presidente turco Erdogan, al dittatore azero Aliyev e al presidente russo Putin. Il maxi progetto del Gasdotto Trans-Adriatico, stando a quanto affermano gli autori dell’inchiesta, produrrà milioni di soldi per i familiari e per gli imprenditori vicini a queste figure politiche.

Un altro aspetto riscontrato dall’indagine de “L’Espresso” riguarda il presunto coinvolgimento della TAP in accordi con associazioni mafiose e nell’attività di riciclaggio di denaro sporco.

 
03

Il Gasdotto Trans-Adriatico non costituisce un pericolo a livello ambientale per le aree coinvolte

FAVOREVOLE

In merito alla contestata questione ambientale sollevata dai progetti di costruzione del Gasdotto Trans-Adriatico in Puglia diversi autori sono scesi in campo per difendere le iniziative della TAP appoggiando la scelta del governo di autorizzare i lavori. Per quanto riguarda il presunto pericolo, a seguito dei lavori di realizzazione della TAP, dei numerosi ulivi del Salento, il ministro dell’Ambiente Galletta ha precisato che l’invasamento di queste piante dell’area del cantiere lungo il litorale di Melendugno servirà a scongiurare qualsiasi pericolo di carattere ambientale. Gli ulivi saranno infatti custoditi temporaneamente in un luogo a parte e riposizionati al loro posto originario una volta terminati i lavori. Inoltre, saranno estirpate soltanto le piante che non presentano caratteristiche di monumentalità. Il via libera della Commissione per la Valutazione dell’Impatto Ambientale ha presentato un parere favorevole alla TAP consentendo al Ministero di autorizzare il progetto. Le vittorie in tribunale contro i ricorsi presentati dai comuni e dalla Regione Puglia hanno invece contribuito a legittimare i progetti dimostrando che la TAP rispetta in pieno le norme ambientali.

CONTRARIO

La costruzione del Gasdotto Trans-Adriatico che approderà nelle zone della Puglia, ha suscitato non poche polemiche in vista delle conseguenze che un simile progetto comporterà a livello ambientale per un’area come quella del Salento. A lamentare gli effetti negativi della TAP sull’ambiente vi sono innanzitutto diversi autori che sottolineano la dubbia utilità a livello energetico di un’impresa tanto grande. Alcuni critici hanno inoltre accusato anche la mancanza di una Valutazione di Impatto Ambientale e Sociale. Gli scontri tra ambientalisti e forze dell’ordine hanno dimostrato quanto la situazione sia critica nei comuni pugliesi interessati da questo progetto. Un punto determinante che ha spinto i critici della TAP ad opporsi a tale progetto è costituito inoltre dalla presunta violazione degli “Equator Principles”, ovvero i criteri internazionali che riguardano il finanziamento di infrastrutture e impianti industriali. Le lamentele delle comunità locali e i ricorsi alla Banca Europea degli Investimenti hanno dichiarato con forza che il progetto TAP risulta poco lungimirante e molto rischioso per quanto riguarda l’ambiente.

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